Roma, 28 dic – Il Pd vieta di celebrare il Msi. Avete letto bene. Perché dopo la notizia di ieri sui fegati dem spappolati per le affermazioni di Isabella Rauti sull’anniversario della fondazione del partito di destra post-bellica, dal Nazareno sono giunte nuove perle. Tanto per cambiare, intrise di un delirio di onnipotenza che forse ora non da nemmeno troppo fastidio: fa semplicemente ridere. Ma dall’autoproclamato “partito del lavoro” cosa c’è da aspettarsi, se non risate a crepapelle?

Il Pd strilla: “Uno schifo celebrare il Msi!”. Nel mirino anche La Russa

Al Pd non sta bene che si ricordi la fondazione del Msi, acronimo di Movimento sociale italiano. Il motivo è sempre, stucchevolmente, lo stesso: troppo fascismo! Poco conta se si trattasse di un partito pienamente inserito nelle tanto osannate dinamiche costituzionali ed elettorali, non si può. Strepiti e coronarie in difficoltà al seguito. Dopo la Rauti, i dem italiani se la sono presa anche con il presidente del Senato Ignazio La Russa, colpevole di aver reso “onore ai fondatori ed ai militanti missini”. Apriti cielo, il Pd non va solo contro l’Msi ma ora pure contro La Russa, di cui vengono chieste addirittura le dimissioni. Alessio D’Amato, candidato del Nazareno alla presidenza della Regione Lazio, alla probabile ricerca di notorietà, si straccia le vesti così: “L’esaltazione del Movimento sociale italiano è un fatto gravissimo, che viola il giuramento sulla Costituzione antifascista. La Russa è incompatibile con la carica di Presidente del Senato e auspico che anche gli altri candidati alla Presidenza della Regione Lazio prendano le distanze da questo grave atteggiamento”. Walter Verini, senatore del Pd, se la prende con il premier Giorgia Meloni: “Ipocrita piangere per le leggi razziali e avallare questo schifo”.

Cari piddini, gli unici ipocriti siete voi

Siete nati nel falso e cresciuti nel falso, e lo dimostrate ogni giorno che passa, cari progressisti sedicenti democratici. La violenza ridicola con cui vi scagliate contro un semplicissimo anniversario di una formazione politica lo dimostra per l’ennesima volta. L’incapacità di proporre qualcosa, qualsiasi cosa, che non siano pronomi neutri, matrimoni e adozioni Lgbt e derive sulle transizioni di genere, si traduce nel fatto che solo lì si può andare a parare quando ci si confronta con la controparte: il noiosissimo antifascismo. Prendendosela per di più contro un partito, l’Msi, pienamente inserito nelle dinamiche democratiche, regolarmente iscritto nelle liste elettorali dei tempi della Prima Repubblica, con dei parlamentari altrettanto regolarmente eletti. Ci possono essere solo due ragioni per poter frignare come bimbi viziati al riguardo. La prima è un’ignoranza che sfiora il confine dell’analfabetismo politico, la seconda è una malafede ben oltre ogni confine della perdita di dignità.

Siccome riteniamo sia arduo non conoscere la storia italiana a questi livelli superficiali (ma con l’universo Pd, mai dire mai), la seconda ragione forse è prevalente. Nell’Msi, formazione politica certamente non perfetta, con i suoi limiti dettati anche dall’impossibilità di essere altro, hanno militato tante persone che, spesso con umile impegno, hanno fatto politica per decenni. L’hanno fatta da emarginati, esprimento anche posizioni culturali di un certo rilievo, aggiungeremmo noi (al netto di limiti – soprattutto contestualmente storici – che coinvolsero il partito della cosiddetta “destra nazionale”). In un mondo ideale, potreste iniziare a proporre qualcosa di interesse pubblico anche voi. Ma questa, lo sappiamo bene, è un’utopia.

Stelio Fergola

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3 Commenti

  1. Certo che la stragrande maggioranza dei missini junior faticavano anche a pulir le scarpe ai loro padri senjor, anzi tutto dal punto di vista strettamente umano. Bello vivere di eredità gestita senza alcun rimpianto, rimorso !! Mah…

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