Roma, 28 dic – Arriva il nuovo “codice Ong“, o “codice di condotta”, come lo si chiama da diverso tempo, ricordando i tempi di Marco Minniti come ministro dell’Interno. Il governo, oltre questo, vara anche altri provvedimenti che potrebbero portare all’emanazione di una serie di decreti sicurezza.

Codice delle Ong in arrivo

Come riporta l’Ansa, la riunione operativa dell’esecutivo riguardante anche il codice per le Ong ha coinvolto vari dicasteri: Giustizia, Interno, Infrastutture ed Esteri. Il prossimo Consiglio dei ministri si concentrerà successivamente sull’immigrazione clandestina, e potrebbe essere convocato nel tardo pomeriggio, dopo la fiducia sul decreto Rave. Sono ormai diverse settimane che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di tale “codice di condotta”, richiamando peraltro a una misura già intrapresa da un ministro suo predecessore, di “marchio Pd”, nel 2017. L’idea sarebbe quella di disporre “sanzioni più efficaci rispetto a quelle vigenti, che sono state depotenziate dal legislatore al punto che basta la visita di un medico a bordo per annullare l’azione del Governo”. Dunque, rispetto al passato, la differenze risiederebbe nell’applicazione concreta delle sanzioni ai divieti violati. Un tema trito e ritrito, in un Paese dove le leggi in passato sono state anche emesse (dai tempi della tanto criminalizzata “Bossi Fini” proprio sul tema dell’immigrazione), ma quasi mai fatte rispettare.

Il Viminale, poi, prova a stringere le Ong sul tema della “informazione” ma anche su quello degli spostamenti. Le organizzazioni infatti dovrebbero poter compiere un solo salvataggio, chiedendo l’approdo in un porto sicuro, e sarebbero vietati i trasbordi da un’imbarcazione all’altra. Ai passeggeri, infine, dovrà essere chiesto se vorranno presentare domanda di protezione internazionale, con l’intento di farne prendere carico al Paese di bandiera della nave. Una serie di giri concettuali e di parole che però non impediscono un fatto: che si sbarchi in Italia. E la speranza di trasportare i clandestini “successivamente” altrove, onestamente, pare davvero fatua.

Gli sbarchi, intanto, proseguono indisturbati

Mentre si ributtano in pista codici di condotta che non sono stati rispettati nelle prime versioni (e non si capisce bene come potrebbero esserlo adesso), gli sbarchi proseguono indisturbati, pur in pieno dicembre, probabilmente favoriti dall’inverno molto mite che stiamo attraversando. Al Molo Norimberga di Messina c’è l’ultimo atto: 104 clandestini, a bordo del pattugliatore Monte Cimone della Guardia di Finanza, sbarcano. Si dirà: mezzi governativi. Si risponderà: non è una bella notizia. Soprattutto se si guarda al totale, che non comprende soltanto Messina, ma anche Catania e Augusta: perché il gruppo originale di clandestini (489 persone) era parito dalla Libia, prima di essere “raccolto” in mare e “diviso” tra i tre porti siciliani.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. […] La Ong SOS Mediterranée ha inoltre fatto partire delle polemiche, in direzione del governo italiano, sulle politiche messe in atto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nelle ultime settimane, riferendosi al decreto Sicurezza approvato nel Consiglio dei ministri del 28 dicembre, secondo loro aventi solamente lo scopo di “ostacolare il lavoro delle Ong che operano nel Mar Mediterraneo”. Evidentemente, visti i continui sbarchi, questo scopo non è per nulla riuscito. […]

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