Roma, 13 ott – Omologarsi. Farsi piacere ciò che non piace. Essere servili, sempre accomodanti. Ecco cosa chiede, la dittatura del “pensiero unico”: l’annullamento dell’opinione personale, l’abolizione della libertà (sia di parola, che di pensiero). Si insinua un po’ ovunque: dalla pubblicità al mondo social, dalla tv alla musica. Così, si cavalca l’onda alta del buonismo: roba che neppure Hokusai, nella sua più celebre opera (“La grande onda di Kanagawa”) avrebbe mai potuto contemplare. In teoria, arte e musica non dovrebbero “fare politica”: rendersi faziosi ma, soprattutto, risultare imperativi. Però in pratica lo fanno. Un indottrinamento, tra una strofa e delle note.

Alessandra Amoroso piace molto ai Millennials e non solo: i numeri, parlano chiaro. E che piaccia oppure no, la matematica non mente. Quindi è il caso di dire: “De gustibus!”. Con i suoi testi stile “Paese dei balocchi”, ben si presta a certa propaganda: sia gay friendly che pro migrants. Ed ecco il titolone ammiccante: “Brano su gay e migranti contro l’odio di oggi“. Il brano in questione s’intitola “Forza e coraggio” estratto dal suo ultimo album “10”. Leitmotiv: l’amore. Fin qui, tutto nella norma. Ma, attenzione: l’amore che interessa la cantante è quello “senza alcun appoggio” di una coppia (guarda caso) omosessuale. Non solo: al centro della sua impegnata produzione musicale, ci sono pure i migranti che attraversano “il mare per sbarcare in un giorno migliore. È la situazione dell’Italia di oggi che mi ha fatto fare questo – aggiunge la cantante – Vorrei esortare a credere di più nell’amore. Siamo tutti nato sotto lo stesso cielo, siamo uguali e abbiamo le stesse possibilità indipendentemente da colore, sesso, religione. L’ amore unisce il mondo ma oggi vedo molto odio. Ci vogliono forza e onestà per accettare le diversità”.

Ed ecco centrato il punto: l’odio. Il fantomatico casus belli di ogni contemporanea crudeltà. Quell’odio che, invece, è il pensiero dissidente: più che legittimo. Ma oggi, se non ti professi convulsamente “gay friendly” o “pro migrants”, vieni proprio tagliato fuori. Nulla di diverso dalla censura e discriminazione cui è stato vittima Giuseppe Povia. Reo di non essersi piegato alla declinazione musicale sempre di quel dittatoriale “pensiero unico”. Difatti nessuno (ma lo facciamo volentieri noi) sta parlando della bella iniziativa cui si fa promotore.

Il 26 ottobre prossimo, infatti, Povia si esibirà in un concerto presso l’auditorium comunale “Unità d’Italia” di Roccella Jonica. L’ingresso, comunicano gli organizzatori, sarà gratuito con offerta libera. L’intero ricavato, verrà devoluto alle famiglie roccellesi in difficoltà. Certo: se la raccolta fosse stata destinata al Mimmo Lucano di turno, avremmo assistito alla consueta buonista mobilitazione. Ma Povia è un “razzista cattivo”: quindi, releghiamolo al suo isolamento epurativo. Questo “pensiero unico” è come il vento che spirava contro Don Chisciotte: difficile da vincere. Ma è bene che ognuno lo sfidi come può.

Chiara Soldani

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6 Commenti

  1. Povia paga come tanti altri artisti il fatto di essere di destra……….oramai comandano sodomiti, frociame vario,comunistoidi farlocchi e finti buonisti………ignobili.

  2. Povia come cantante…beh non è il mio genere ma lo rispetto. A dirla tutta preferisco quando parla : diretto come un treno, ragionato, articolato nel pensiero e ineccepibile nelle conclusioni. Certo dà estremamente fastidio alle zecche rosse e rosa (gay e femministe di ritorno) e a tutto il merdoso mondo del mainstream musicale italiano pro-terzomondo e gay friendly.

  3. Poverini questi destroidi che continuano a incolpare una sinistra come se fosse ancora al governo Dell Italia, ma disgraziatamente ci sono loro di destra al governo, e si vede, le colpe di tutto quello che non possono realizzare sono sempre dei Rossi o della lobby gay, ma smettetela di incolpare tutto e tutti per le vostre cazzate, fascisti di merda, omofobi sessista e molto ignoranti, con due capitani che più ignoranti non si può.

    • Caro Andrea Conti, il tuo è un disco rotto. “Omofobia”, “sessismo” “razzismo” “fascio di merda”, tutti gli slogan della vostra frustrazione da segaioli incompiuti. Non ti scaldare più di tanto, le persone più intelligenti in Europa hanno capito le vostre cazzate e vi hanno scaricato, come si scaricano i rifiuti organici nel gabinetto!
      Vi rimangono i negri, i gay, gli zingari, i casi umani da psichiatria…., insieme a loro e tutti “i diversi” possibili annaspate nel vostro livore che mascherate da bontà e mitezza. Lo ammetto, siete maestri in questo, con le vostre paroline dolci (“Sono per l’umanità, “Sono contro l’ingiustizia”) riuscite a nascondere la vostra faccia da culo, la vostra violenza, il vostro odio bestiale da persone mediocri e fallite. In fondo se avete il culto del “diverso,” ovvero i tipi umani più squallidi perchè voi stessi siete squallidi e rivoltanti. Per fortuna state sparendo dalla storia anche se il vostro delirio dell’uguaglianza coercitiva e la follia del paradiso terrestre scaturiti dai vostri fumi psichedelici ha causato danni non da poco.
      Si cercherà difficilmente di aggiustarli, ma almeno senza il vosto fetore! Saluti bello!

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