Roma, 16 mar – Anche Mosca valuta le sanzioni, come riporta l’Agenzia Nova. Un quadro quasi “innovativo”, considerato che finora siamo stati abituati ad osservarlo solo a danno della Russia in senso inverso. Stanti incredibile differenze di forze in campo, la questione potrebbe complicare ulteriormente il quadro internazionale successivo alla guerra d’Ucraina.

Mosca, le sanzioni paventate contro Usa e Joe Biden

Effettivamente, c’era da aspettarselo. Se l’Occidente sanziona la Russia, Mosca potrebbe reagire anche su quel fronte. E così il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un briefing recente, ha annunciato questa possibilità. Sergej Lavrov, il ministero degli Esteri russo ha aggiunto che la possibilità sanzioni personali potrebbe riguardare il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, oltre al segretario di Stato americano Antony Blinken. Ma nella lista ci sono una serie di  funzionari e militari dell’amministrazione americana.

Tra i bersagli possibili c’è anche il primo ministro canadese Justin Trudeau, molti altri parlamentari dello stesso Canada. Un elenco approvato il 7 marzo comprendente Stati e territori stranieri considerati ostili contro la Russia, i suoi cittadini e i suoi imprenditori: in sintesi, contro la sua economica. La lista comprende da tempo, come è noto, tutti i Paesi dell’Ue, tra cui l’Italia. Ovviamente, ci sono anche Regno Unito, Ucraina, e per completare il quadro “economico occidentale”, anche il Giappone.

Le ritorsioni sui media

Lo scorso 4 marzo, Mosca aveva definito Bbc News un canale diffusore di “fake news” sul conflitto in Ucraina. E aveva annunciato la chiusura del sito web dell’emittente britannica. Che aveva replicato così: “Continueremo i nostri sforzi per rendere Bbc news disponibile in Russia e nel resto del mondo. L’accesso ad informazioni accurate ed indipendenti sono un diritto umano fondamentale che non può essere negato al popolo russo”. Oggi, il Cremlino ha ribadito la chiusura del sito, come riportato in un flash dall’Ansa.

Stelio Fergola

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