Roma, 16 mar – Ci mancava il tormentone #droppare su Twitter: la nuova moda dell’ultimissimo momento (in tendenza oggi sui social, per intenderci). Non bastava la catena di sant’Antonio mutuata per cerebrolesi, con la foto dell’estate da pubblicare per non incappare in un’estate orribile quest’anno. Stanno uscendo pure spiegoncini dei giornali online sul significato di droppare e altre meraviglie a danno della nostra sempre più vituperata lingua. Ad infamare la lingua di Dante e d’Annunzio, di Gadda e della Bellonci non sono tanto i nuovi neologismi – ché anzi chi vi abbiamo citato ne ha prodotti a bizzeffe – ma gli odiosi termini inglesi italianizzati. Mostri né carne né pesce, sicuramente vegani.

Il tormentone su Instagram e #droppare in tendenza su Twitter

Partiamo dall’inizio. Oggi Instagram è letteralmente intasato da foto di gente in costume (ogni scusa è buona) con il testo-tormentone “Foto estate 2021, chi non la droppa avrà un estate orribile“. Ora al di là del refuso – quell’apostrofo mancante che da solo basterebbe a far rigirare nella tomba il povero Tullio De Mauro, che pure di italiano d’uso è stato il massimo esperto – la parola chiave è ovviamente droppa. Composta dall’inglese “drop” (in questo caso, caricare e rilasciare la foto nell’app) più una sillaba italiana finale per rendere il tutto una mostruosità linguistica. Ci viene in mente amburghe per la nota polpetta di carne tritata o bruste per i salsicciotti. Parole che a Roma rispondono alla legge dell’economia della lingua con il giusto e gustoso colore dialettale.

L’italiano non fa più figo? E’ il caso di droppare il vostro cervello nel cranio

Il problema però è che droppare non è dialettale né dettato dall’ingenuità o dalla beata ignoranza linguistica del pizzicagnolo di quartiere. Anzi, il suo utilizzo dovrebbe fare figo. Visto che fa tendenza e che appunto i giornali ne parlano, spiegandone il significato ai meno avvezzi a questo continuo scempio della nostra lingua. Che dire, mutuando il tormentone in voga oggi, vogliamo rivolgere un invito ai moltissimi utenti che si sono scapicollati a scegliere (ci saranno volute ore, ne siamo certi) e pubblicare foto in costume, magari pure in balcone, ché non tutti sono andati al mare l’estate scorsa (“causa pandemia”, che poi è il nuovo “non ho tempo” al posto di “non ho i soldi”). Ebbene, vi esortiamo immantinente a droppare il vostro cervello nel cranio. Se non lo trovate, sta proprio lì, tra le natiche.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Purtroppo non c’è verso di impiantare un cervello funzionante in decerebrati e purtroppo i decerebrati sopravanzano rovinosamente chi ha un cervello funzionante rovinando la vita anche a chi ha un cervello che funziona e ingrassando noti parassiti. 🙁

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