Non appena terminata la partita politica dell’elezione del presidente della Repubblica, su queste colonne raccontammo la possibilità di assistere a degli stravolgimenti governativi degni di nota in Italia, con il premier Mario Draghi intenzionato a sfruttare una exit strategy che gli avrebbe concesso di lasciare Palazzo Chigi e la melma parlamentare e politica nazionale, a lui estranea data la sua storica distanza dalla quotidianità di quel mondo.

Mario Draghi “forzato” a Palazzo Chigi

Tuttavia, lo scoppio del conflitto in Ucraina ha necessariamente modificato l’agenda politica e personale del nostro premier, imponendogli una permanenza alla presidenza del Consiglio dei Ministri, dettata dalle urgenze diplomatiche e geopolitiche. Anche in ragione di ciò, non è da escludere che l’evolversi della crisi costringa Draghi a restare al proprio posto fino al termine naturale della legislatura. Eppure, riteniamo opportuno raccontare la possibilità che si assista ad un anticipato scioglimento delle Camere nei prossimi mesi, con conseguente voto anticipato in ottobre. Stando ad alcune indiscrezioni, Mario Draghi avrebbe incaricato il Ministro dell’Economia Daniele Franco di preparare ed effettuare la stesura della legge finanziaria con largo anticipo, permettendone l’approvazione entro la fine di luglio. In tal caso, risulterebbe possibile superare il maggior impegno parlamentare dell’anno e promuovere una fine anticipata della legislatura con minori difficoltà.

Il futuro dell’esecutivo

Opzione che potrebbe incontrare sponde inaspettate da parte di numerose forze della maggioranza di governo, intenzionate ad evitare di ritrovarsi parte di un esecutivo di unità nazionale durante un inverno devastante sul piano economico, politico e sociale. Infatti, l’eventuale embargo su petrolio e gas russo, la possibile carestia alimentare ed una certa inflazione senza precedenti su materia prime, prodotti alimentari e beni anche di prima necessità determineranno una tempesta difficile da attraversare e sostenere per dei partiti obbligati a farsene carico, a pochi mesi di distanza dalla naturale scadenza elettorale del marzo 2023. Pertanto, non ci resta che attendere l’evoluzione degli scenari parlamentari e governativi nazionali, con la certezza che i prossimi mesi risulteranno decisivi per il futuro di parte delle nostre forze politiche nazionali.

Tommaso Alessandro De Filippo

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9 Commenti

  1. #Marione pensa che io sia uno stronzo, voglio dimostrargli che sbaglia.

    Sono un buono che dà buoni consigli a tutti che poi uno non li voglia seguire autoinc… affari suoi.

    Vuole una exit strategy?

    Nella prossima legge di bilancio metta un articolo con il quale si presume, fondatamente, che qualsiasi pagamento a società estere anche senza stabile organizzazione in Italia effettuato con carta di credito italiana sia reddito generato in Italia ed istituisca una ritenuta sul pagamento da trattenersi a cura della banca il cui conto è addebitato e tale somma debba essere versata all’erario.
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/02/26/incontestabile/

    Vedrà quanto poco ci mette chi lo ha messo li, che non è Mattarella, a prenderlo a calci in culo verso l’uscita 😀

    Scommettiamo #Marione ? 😀

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