Roma, 26 gen – Ha scontato 22 anni di carcere da innocente: adesso Giuseppe Gulotta chiede allo Stato di essere risarcito e ha quantificato il danno in 66 milioni di euro.
Era il  1976 quando Gulotta, all’epoca diciottenne, fu tratto in arresto e condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di due carabinieri della stazione di Alcamo Marina, in provincia di Trapani.
Ma non era stato lui a fare fuoco su Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta: dopo nove processi e dopo essere trascorsi ben 22 anni (per Gulotta, dietro le sbarre), la Corte di appello di Reggio Calabria lo assolse con formula piena.
Un errore giudiziario a tutto tondo: all’epoca poco più di un ragazzino, rilasciò la “presunta” confessione dopo interrogatori pieni di intimidazioni e minacce.
La richiesta di risarcimento è indirizzata ai ministeri di Difesa, Interno e Economia e alla presidenza del Consiglio dei Ministri: verrà depositata al tribunale di Firenze.

Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, fondatori del sito errorigiudiziari.com (un archivio online con tutti i casi di “malagiustizia”) denunciano che in Italia ci sono “oltre mille casi all’anno di innocenti, finiti in carcere che vengono risarciti, ma in realtà sono molti di più. “Sulla base degli ultimi dati, che vanno dal 92 alla fine dell’anno scorso, i casi sono oltre 27mila”.
Lo Stato ha speso sino ad oggi “oltre 700 milioni di euro” per i risarcimenti, riferiscono Maimone e Lattanzi: l’equivalente di “28-30 milioni di euro in media ogni anno”.
Ma non sempre i risarcimenti arrivano in tempi brevi o vengono erogati in una sola soluzione: “negli ultimi anni i fondi stanziati per questa voce di bilancio sono stati sempre di meno“.

Ilaria Paoletti

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