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“In Shogun mancano i neri”: l’ultimo delirio woke scatena anche proteste afro

by Alberto Celletti
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Roma, 12 mar – Shogun è una serie tv ambientata nel 1600 in Giappone ma qualcuno si lamenta del fatto che manchino attori neri. Il delirio non andrebbe nemmeno smontato perché sarebbe a prova di stupido, ma è interessante notare che sotto questa “illuminante” riflessione, pubblicata su tale sito Level Man, sia apparso anche un commento di un dichiarato uomo nero, palesemente infastidito e imbarazzato per l’idiozia imperante. Non si tratta però dell’unica critica espressa al pezzo. Critiche facili, davvero a prova di ritardato. In un certo senso è come sparare sulla Croce Rossa. Ma se quest’ultima si comporta in maniera talmente idiota, forse è giusto infierire.

“Come mai in Shogun mancano i neri?” La ridicola domanda e le risposte piccate

Della serie suddetta abbiamo scritto approfonditamente nei giorni scorsi. Ora concentriamoci sull’ennesima perla della cultura “black lives matter”: in Shogun mancano i neri. Chi l’avrebbe mai detto? Insomma, c’è da perdere del tempo su una questione tanto vitale, ma soprattutto tanto “assurda” (nella bacata mente sedicente antirazzista, sia chiaro). E allora il prode utente Cuhm Guzzler viene in nostro soccorso, scrivendo un pensiero assolutamente banale per i “normonormali” ma forse complicato per chi è intriso da decenni di fesserie woke: “I neri oggi costituiscono lo 0,015% della popolazione giapponese. nel 1600 quel numero sarebbe stato vicino allo 0”, per poi ad onor del vero arricchire con un esempio storico di sicuro interesse: “L’unico uomo di colore in quel periodo era Yatsuke che morì nel 1582”. L’utente Guzzler, tutto sommato, è diplomatico. Molto meno lo è Mitch, che seccamente scrive: “Questo deve essere l’articolo più stupido mai scritto! William Spivey [l’autore del pezzo, ndr] è un dannato idiota, buon Dio.”

Colta è invece la critica di WJ Liu (del qualem dal nome scelto, potremmo dedurre, senza averne certezza chiaramente, una provenienza asiatica), il quale prende di mira il sottotitolo dell’articolo, che prova a giustificare il delirio seguente citando un presunto proverbio giapponese che sosterrebbe che “un Samurai per essere coraggioso deve avere un po’ di sangue nero”.

Tale Liu risponde così: “Potete citare la citazione originale, in giapponese, di quel cosiddetto “proverbio”? Ovviamente non potete, perché NON ESISTE.でっち上げ以外何もない. Inoltre, sarebbe “appropriazione culturale” o qualcosa del genere… (O quest’accusa funziona solo contro i bianchi?) 日本の歴史や文化を理解しようともしていないくせに偉そうにあれこれ言うのか。バカにも程があるのはずけど、完全に狂っているんだぞコイツは.”

Ovviamente, degli ideogrammi ne sappiamo quanto l’autore del pezzo di Giappone del 1600, ma questa è un’altra storia. La critica più succosa, però, è quella che segue.

Una cultura dell’ignoranza che ha stancato tutti, anche i neri

L’ignoranza dilagante del sedicente antirazzismo e degli sproloqui Black Lives Matter hanno stancato veramente tutti. Anche i black. O meglio i neri, ma abbiamo usato “black” per assonanza stilitica. Jj reddick, così si firma l’utente, spara a zero diretto contro l’articolo in questione: “Essendo un uomo di colore, per favore, smettetela di metterci in imbarazzo scrivendo cose come questa. Non dobbiamo essere inclusi in tutto, soprattutto quando non ha senso storicamente. Articoli come questo rendono difficile per le persone prenderci sul serio quando chiediamo una rappresentanza significativa nei media e, come potete vedere, tutti gli altri ridono di noi quando vengono scritti articoli come questo”. Niente da aggiungere, sintesi perfetta.

Alberto Celletti

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