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Roma, 9 dic – Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, torna alla carica sul caso Fincantieri – Stx. Nel corso di un’audizione in Senato, per evitare di rimanere escluso dai giochi, ha sfoderato la carta di Orizzonte Sistemi Navali, partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% dalla stessa Leonardo.

La joint venture tra Fincantieri e la francese Naval Group è considerata, a tutti gli effetti, un operazione di grande respiro europeo nel campo della difesa, con notevoli ritorni industriali. Tuttavia rimangono moltissimi dubbi sugli impatti industriali per il nostro Paese ed in particolare proprio per il colosso della difesa italiano che rischia di doversi accontentare delle briciole.

Le modalità di cooperazione tra i due Paesi sono infatti ancora in fase di studio e sono incentrati sulla piattaforma, mentre sull’integrazione dei sistemi d’arma la partita è ancora aperta. I vicini d’oltralpe hanno dalla loro il colosso Thales (azionista al 35% di Naval Group), che vende sistemi di difesa in tutto il mondo mentre per l’Italia c’è Leonardo che, almeno sulla partecipazione di capitale, non ha lo stesso peso. Gli stessi vertici aziendali hanno più volte ventilato il rischio di un “cartello francese”. Da qui la mossa di Profumo.

“Nel caso di un eventuale accordo tra Fincantieri e Naval Group – ha affermato Profumo – sarà necessario prevedere misure che consentano di salvaguardare le competenze sviluppate negli anni da Leonardo. Un comparto strategico per il Paese, cui sono stati indirizzati significativi investimenti nazionali. Il veicolo in prospettiva può essere Orizzonte Sistemi Navali, che potrebbe diventare la realtà che interagisce con Naval Group per la definizione dell’architettura e l’integrazione di piattaforma, sistema di combattimento e combat management system”.

Non solo: Profumo ha anche evidenziato che, per rafforzale la propria posizione, sia “fondamentale dar seguito al memorandum d’intesa sottoscritto con Fincantieri nel 2014, applicato solo parzialmente per la Legge navale”. In questo modo Orizzonte Sistemi Navali avrebbe la “ Design Authority” dell’intera unità navale, integrazione dei sistemi d’arma compresi.

Secondo Profumo “Orizzonte Sistemi Navali tutelerebbe le componenti di tutto il sistema industriale del nostro Paese“, evitando quindi il ricorso alle famose compensazioni evocate da Giuseppe Bono, ad di Fincantieri.

Alle parole di Profumo si è aggiunto anche il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda: ”Leonardo – ha affermato – è un pezzo fondamentale di questa partita. Deve avere la stessa dignità di Thales altrimenti la fusione non si fa. La fusione si fa solo se c’è una posizione paritetica fra Leonardo e Thales”.

Aldo Campiglio

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2 Commenti

  1. …forse non lo avete ancora capito bene: questi ”profumi” stanno svendendo tutto ai francesi intascando mazzette miliardarie…mascherando il tutto con chiacchiere vuote…

  2. Tony più chiaro di così non potevi! L’italia è dal 92 un grande outlet dove francesi e tedeschi acquistano deindustrializzando e terzomondizzando l’Italia. Ma non sm
    sempre tutto è scontato…

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