Il Primato Nazionale mensile in edicola

pancreas intervento insulinaMilano, 9 giu – E’ la quarta volta nel mondo, la prima in Europa. Una procedura pionieristica, che in prospettiva può aiutare decine di migliaia di persone a liberarsi da un fardello che portano con loro sette giorni su sette, 24 ore su 24: le fiale di insulina, terapia salvavita per chi è affetto da diabete mellito. Succede all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stato concluso con successo un trapianto di cellule del pancreas, l’organo responsabile della produzione dell’ormone e che promette di rivoluzionare l’approccio alla malattia.



A finire sotto i ferri un paziente di 41 anni, affetto da diabete di tipo 1 da quando ne aveva 11. Una vita divisa fra picchi glicemici e punture di insulina per abbassare i valori del glucosio del sangue, visto il mancato funzionamento delle isole di Langerhans, le cellule pancreatiche responsabili della (mancata, nel suo caso) produzione dell’insulina. “La nuova procedura sperimentale è stata messa a punto dal Diabetes Research Institute, un centro di eccellenza diretto da Camillo Ricordi all’Università di Miami, dove sono stati seguiti i primi due casi al mondo”, spiegano dal Niguarda. “Attualmente le cellule insulari vengono infuse nel fegato – racconta Luciano De Carlis del nosocomio meneghino – ma molte di esse non sopravvivono in questo ambiente, a causa di una reazione infiammatoria che ne compromette il funzionamento”. Diversa la procedura applicata a Milano: invece di infonderle nel fegato, le cellule sono combinante con plasma e “creano una sostanza gelatinosa che si attacca all’omento (la membrana che protegge gli organi interni, ndr) e mantiene le isole in quella posizione. L’organismo assorbe gradualmente il gel lasciando le isole intatte, mentre si formano nuovi vasi sanguigni che forniscono l’ossigenazione e gli altri nutrienti necessari per la sopravvivenza delle cellule”.

Nicola Mattei



La tua mail per essere sempre aggiornato

35 Commenti

  1. Ho il diabete tipo 1 da quando avevo 7 anni e ora ho 45 anni e faccio l’ insulina. Mi offro volontario anche io per un intervento

  2. La nuova tecnica – “Attualmente le cellule insulari vengono infuse nel fegato – osserva Luciano De Carlis, direttore di Chirurgia Generale e Trapianti – ma molte di esse non sopravvivono in questo ambiente, a causa di una reazione infiammatoria che ne compromette il funzionamento”. Con la nuova tecnica, che prevede di iniettare le cellule nell’omento (il tessuto che ricopre e protegge gli organi dell’addome) con la chirurgia detta videolaparoscopica, “si è aperta una nuova via”.

    Sostanze nel sangue – L’opinione degli scienziati è che “questa tecnica di ingegneria tissutale sarà fondamentale per permettere la sperimentazione clinica di nuove tecnologie per evitare l’uso di farmaci anti-rigetto, che oggi limitano l’applicabilità del trapianto di isole ai casi più gravi di diabete”. Le isole pancreatiche di un donatore, spiegano nel dettaglio gli esperti, sono state inglobate in un’impalcatura biologica combinando il plasma del paziente con la trombina. “Queste componenti, quando unite, creano una sostanza gelatinosa che si attacca all’omento e mantiene le isole in quella posizione. L’organismo assorbe gradualmente il gel lasciando le isole intatte, mentre si formano nuovi vasi sanguigni che forniscono l’ossigenazione e gli altri nutrienti necessari per la sopravvivenza delle cellule”.

    La ricerca continua – Grazie a questa evoluzione, concludono gli specialisti, “si punta a ottenere una sopravvivenza più prolungata delle isole pancreatiche rispetto a quanto avviene per l’infusione nel fegato. In futuro sarà possibile anche applicare microcapsule e altri dispositivi per ridurre la necessità della terapia immunosoppressiva”. Da: [TGCOM24].

  3. Solidarietà ai diabetici! Mantenete uno stile di vita senza eccessivi zuccheri, parlando invece coi sani.

  4. vogliamo un aggiornamento in piuù e maggiori garanzie e spero che questo intervento sia accessibile a tutti con la speranza che non ci siano crisi di rigetto informateci

  5. ma anche i bambini possono fare l’intervento il mio nipotino ha 4 anni e gia ‘ da due che ha il mellito 1 ed e’ veramente ……..spero si possa fare anche hai bambini.

  6. Mi offro volontaria per l’intervento ho 27 anni faccio l’insulina da quando avevo 14 anni.
    Attendo per favore maggiori informazioni.
    Grazie!!!

  7. Buongiorno, noi diabetici di tipo 1 , me compresa, abbiamo chiesto più volte come fare per mettersi in lista per questo intervento ma non abbiamo mai ricevuto una risposta in merito, sarà possibile averne? Grazie

  8. e come la mettiamo con il fatto che essendo una malattia autoimmune, poi il nostro organismo le può nuovamente distruggere?

  9. È solo in via sperimentale o c’è una lista di attesa per potere essere sottoposti al trapianto. Sono diabetico di tipo 1 da quattro anni e ho il microinfusore.

  10. Spero che si riesca a definire quanto fatto nell’articolo. Ho una figlia ed un nipote entrambi con diabete tipo 1.

  11. E’ un trapianto, non una cura.
    Chi lo fa deve prendere giornalmente dei farmaci immunomodulatori che causano diversi effetti collaterali.
    Le isole sono prelevate dal pancreas di una persona deceduta.
    L’intervento è molto costoso e la sanità ne ha autorizzati pochissimi solo per fare sperimentazione anche perchè non vi è garanzia che funzionino.
    Il funzionamento non è destinato a durare per sempre perchè le isole trapiantate come ogni struttura biologica con il passare degli anni muoiono ed essendo fuori dal loro pancreas non possono più rigenerarsi.

  12. non si può fare nei bambini, i farmaci immunomodulatori farebbero ancora più danni del diabete tipo 1.

  13. Mia figlia Giulia ha il diabete 1 da quando aveva 3 anni…Adesso ha 32 anni e spesso va incontro a crisi sia ipoglicemiche che operano. Come ci si prenota per un eventuale intervento?

  14. Sono diabetica dall’età di 17 anni, ora ne ho 32. Ora faccio 5 iniezioni di insulina al giorno! Sono disponibile ad offrirmi volontaria all’intervento! Grazie.

  15. Quando i risultati di questio interbento mi assicureranno il 100/100 della riuscita informerò mia figlia che è diabetica dal 1983.
    Grazie.

  16. non vedo risposte alle nostre richieste solo commenti abbiamo bisogno di più informazioni dobbiamo sperare o solo illuderci ?

  17. come ci si mette in lista?
    ho trentun’anni, sono diabetica di tipo 1 dall’età di 20 e faccio molta fatica a mantenere dei valori decenti.
    Per il trapianto “semplice” di isole di Langerhans avevo paura perchè dovrei rinunciare all’idea di diventare un giorno madre, ma questo mi sembra venga svolto in modo diverso!

  18. Volevo saperne di piu di questo intervento il mio compagno fa insulina e il diabete ha gia provocato molti danni reni occhi. Se potete rispondere

  19. Ho una gemella omozigota che ha il diabete… io non ce l’ho! posso aiutarla con un trapianto delle cellule del mio fegato che funziona bene?
    grazie per la risposta..

  20. Grazie Mara!!! sono la gemella con diabete di Mara…siamo omozigoti..non ci sono problemi di rigetto…posso operarmi?

Commenta