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Isernia, 3 set – C’è la propaganda nazionale, quella che finisce sulle prime pagine dei giornali. E ci sono le scelte fatte in ambito locale, quelle che – specie se sei parte della maggioranza – riguardano la carne viva dei cittadini e danno il senso del coraggio di assumere (o meno) decisioni forti quando si ha davvero la possibilità di incidere. È la trama tagliata perfettamente su misura di Fratelli d’Italia, che in quel di Isernia ci sta offrendo lo spaccato di una evidente dissociazione fra il predicare (più o meno) bene e il razzolare malissimo.



Era già successo a febbraio di quest’anno, quando i voti del partito della Meloni furono cruciali per mettere fuori gioco la mozione del consigliere di CasaPound Italia, Francesca Bruno, che chiedeva di dare la precedenza ai cittadini italiani nell’accesso agli alloggi comunali. La motivazione del gesto? La proposta era, a detta degli esponenti del centrodestra “sovranista” – Fratelli d’Italia e Forza Italia insieme – incostituzionale e discriminatoria. Peccato che il titolo per esprimersi su tali questioni non spetti a loro e che forse, da chi proclama ai quattro venti di voler uscire dall’Unione Europea e bloccare con la forza l’afflusso continuo di immigrati, sarebbe lecito aspettarsi un po’ più di coraggio.

fratelli d'italia iserniaProprio riguardo gli immigrati e i sedicenti profughi arriva, in questi giorni, un’altra performance dei nuovi aennini. L’oggetto del contendere è una delibera di giunta con la quale il comune di Isernia, previo accordo con la prefettura, accetta di impiegare alcuni richiedenti asilo in lavori socialmente utili. “Manca personale che possa tagliare l’erba, mancano impiegati, manca manovalanza. E, soprattutto, mancano le risorse”, spiega Eugenio Kniahynicki, asessore a turismo e cultura in quota Fratelli d’Italia. “Quindi – continua – se ci sarà necessità di fare un taglio d’erba straordinario e non si avrà la possibilità di farlo direttamente con le risorse dell’ente, ci si potrà avvalere di una delle cooperative e prendere in carico i migranti”. In altre parole: visto che non possiamo (o non vogliamo?) contrastare l’arrivo di immigrati clandestini, tanto vale usarli come manodopera per sgravare le casse del comune. Il tutto legittimando a pieno titolo un sistema nazionale di accoglienza che ha incentivato di continuo nuovi sbarchi, quando invece in comune ha la possibilità – se vuole, beninteso – di opporsi, con gesti non solo simbolici. Tanto più che, stando alle norme varate a gennaio dal governo, i richiedenti protezione internazionale che si rendono disponibili per lavori socialmente utili hanno perfino una corsia preferenziale nella domanda di asilo.

“Dopo anni di tagli ai bilanci comunali in nome dell’austerità – attacca Agostino Di Giacomo, responsabile locale di CasaPound Italia – che hanno portato al non rinnovo dei contratti del personale addetto alla gestione del verde pubblico e delle strade, ecco che queste mansioni vengono assegnate agli immigrati”. Il tutto, sottolinea, “ad un costo che solo apparentemente è zero: non dimentichiamo infatti che i centri di accoglienza, che ospitano perlopiù immigrati che vedranno respinta la loro domanda di asilo, assorbono una quota notevole della spesa pubblica, calcolata per l’anno in corso in 2,8 miliardi di euro. Con i 1.050 euro mensili spesi dallo Stato per il singolo immigrato, quanti contratti pubblici sarebbe possibile attivare?”.

“Legittimando con la firma del protocollo questo stato di cose – conclude – la giunta cittadina, che vede tra i suoi membri anche appartenenti a formazioni sedicenti “sovraniste”, abdica ad ogni volontà di incarnare un’alternativa rispetto al governo regionale e nazionale in carica. Evidentemente a Isernia è stato deciso che gli immigrati devono essere tutelati più degli italiani”.

Nicola Mattei



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