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Tripoli, 18 marzo 1937. Mussolini a cavallo, con la spada dell'Islam consegnatagli dai capi arabi. A sinistra:  Italo Balbo, governatore della Libia  © PUBLIFOTO/OLYMPIA



Roma, 25 mar – Quando nel 2011 la Francia decise di attaccare la Libia, senza neanche lo straccio di una credibile strategia post-Gheddafi, il governo italiano venne informato solo a cose fatte, e ci mancò poco che anche alcuni terminal dell’ENI venissero bombardati. Il caos seguente fece crollare l’architettura statale libica aprendo la strada al fondamentalismo islamico e mettendo a rischio prima di tutti proprio l’Italia. Negli ultimi anni, errori di questo tipo sono stati una tragica costante della fiacca Europa illuminista e democratica, imbevuta di retorica buonista e votata al suicidio demografico e culturale. In più, l’accoglienza indiscriminata, un modello di integrazione fallimentare e la paura della (propria) identità hanno favorito il proliferare di dozzine di «Molenbeek d’Europa» (Alberto Negri docet), polveriere sottratte al controllo dello Stato. Oggi ne paghiamo dazio.

L’ingenuo entusiasmo che suscitarono le «primavere arabe» è stato un altro segnale della patente incomprensione dell’Islam da parte delle elites europee, tanto che oggi i paesi allora in subbuglio sono tutt’altro che plasmati sul modello delle democrazie occidentali, e gruppi estremisti e violenti trovano spesso consistenti margini d’azione. Alcuni analisti hanno suggerito che ci fosse stato un aiuto dietro le quinte ai rivoltosi da parte di alcune potenze (le ONG rappresentano spesso il braccio armato “presentabile” degli interessi occidentali), con esiti fallimentari. Un copione che si ripete: in Siria, Usa e Europa spinsero per l’abbattimento di Assad fino ad arrivare a finanziare gruppi terroristi. «Dopo tutto sul terreno fanno un buon lavoro», disse il ministro degli Esteri francese Fabius a proposito dei fondamentalisti di Jabat Al Nusra. Le stesse incredibili scelte compiute in Afghanistan (sin dalla fine degli anni Settanta), Kosovo, Bosnia, Cecenia. Senza contare l’appoggio a paesi come la Turchia (che ha “utilizzato” l’ISIS in funzione anti-Assad e anti-curda) e alle monarchie del Golfo (Arabia Saudita in primis), cioè le maggiori sostenitrici del fondamentalismo wahabita, quello che oggi agita i sonni europei ma allo stesso tempo funge da serbatoio di petrolio per tutto l’occidente. Al contrario Putin, che ha tenuto un atteggiamento esemplare nel caso siriano, è stato provocato dall’Unione Europea, dalla NATO e dalle sanzioni, invece di essere considerato un prezioso alleato.

Pensare che proprio l’Italia, costantemente messa ai margini e umiliata come nel caso libico, avrebbe le armi per fornire soluzioni credibili alla crisi odierna. La sua particolare posizione geografica ne ha sempre fatto un ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente, tanto da divenire esempio per molti paesi islamici. Negli anni Trenta il fascismo portò a maturazione questo retaggio, moltiplicando eventi e incontri culturali con i paesi arabi, pensiamo solo alla Fiera del Levante o alla creazione dell’ISMEO (Istituto Studi Medio Orientali). Habib Bourghiba, artefice dell’indipendenza tunisina nel 1956, crebbe politicamente nella redazione di “Radio Bari” recandosi in visita in Italia così come il Gran Muftì di Gerusalemme, capo spirituale dei musulmani palestinesi. I contatti arrivarono sino a Iraq e Siria, mentre il maggior poeta dell’India musulmana Muhammad Iqbal venne ricevuto dal Duce e tenne un discorso all’Accademia d’Italia. In più, Franco Cardini ha ricordato: «Mussolini destò l’interesse – e per qualche verso servì da modello – di statisti musulmani occidentalizzanti, riformatori e progressisti, come Mustafà Kemal Ataturk e Reza Shah. Un riflesso di questo interesse e di questa assunzione a modello si coglie ancora, negli anni Cinquanta, in esponenti del “socialismo arabo”».

Proprio quel socialismo che riuscì a garantire una via autonoma allo sviluppo a molti paesi (come l’Egitto) per lunghi anni, prima di cadere tra le prime vittime dall’esportazione della democrazia e dagli avventurismi neoconservatori di marca americana, incapaci di comprendere le mille sfumature della religione islamica e degli scenari mediorientali. Il Mussolini che nel 1937 innalza la spada dell’Islam e visita le moschee insomma, non svolge solo una funzione propagandistica, ma mette un luce un rapporto tanto controverso (pensiamo alla guerra d’Etiopia) quanto fecondo grazie a una nazione compatta che mette in campo idee, strategie, forza culturale e militare. Un’Italia conscia della propria storia e della propria identità, capace di sfidare le potenze egemoni (Francia e Inghilterra) e fungere da modello per il complesso mondo arabo – musulmano, con cui affiorano affinità spirituali. Una vocazione “terzomondista” che sarà ripresa proficuamente nel dopoguerra da uomini come Mattei, Moro e Craxi, che finirono male pestando i piedi al “democratico” dominio anglosassone, nella strada per l’autonomia italiana. Proprio oggi questi nomi potrebbero fungere da esempio per una classe politica bisognosa di coraggio e indipendenza, a meno che non si preferisca affidarsi ai piagnistei radical chic e ai gessetti colorati.

Francesco Carlesi



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3 Commenti

  1. Ottimo articolo! E’ importante sottolineare che i veri responsabili non sono il popolo americano oramai ridotto in schiavitu’ dal debito e spesso manovrato con falsi attentati (Pearl Harbor o torri gemelle)per coinvogerlo in guerre(2a guerra mondiale e Iraq) utili ai banchieri apolidi. Il maggior problema del mondo è il sionismo che segue il talmud, bibbia esoterica satanica, opposta alla bibbia torah seguita invece dai molti ebrei per bene che sono sefarditi europei tolleranti (e non ebrei kazaki che seguono il talmud e non provengono nemmeno dalla palestina). Il talmud predica il dominio della razza eletta(la loro!!) e per i sionisti i non ebrei sono i goyim, gente che serve solo a servire loro e che se necessario puo’ essere uccisa anche se infanti(vedere anche video su youtube). E’ stato riportato su media alternativi che l’anno scorso in un gruppo dell’ isis in Siria fu trovato tra i membri un colonello dell’ esercito israeliano e l’isis sgozza anche i cristiani in Siria!!
    Questi banchieri centrali, che sono meno di un centinaio ma hanno oltre la metà delle ricchezze finanziarie mondiali provengono dalle famiglie già proprietarie della banca d’inghilterra dal 1699, della Federal reserve dal 1913 e di altre banche centrali, oggi hanno anche l’altra macchina stampasoldi BCE che è privata e che in cambio di carta stampata a costo zero si prende ogni bene pubblico e privato dei paesi soggetti, Italia compresa. In Italia grazie a vari traditori furono scalate dagli usurai stranieri con le privatizzazioni nel 1992 le banche pubbliche Banca Intesa e Credito Italiano che detenevano il 60% di Banca d’Italia. Questi traditori che andavano condannati in base alle leggi penali per alto tradimento della nazione con pene fino all’ ergastolo sono stati premiati invece con pensioni d’oro !!Ricordiamoci che Banca d’Italia aveva un credito di 2 milioni di miliardi di lire con lo stato ma era dello stato cioè nostra e quindi il debito non era dovuto mentre privatizzandola il credito (e l’oro)che aveva è passato in mano agli usurai.
    Inoltre da sempre i maggiori profitti i banchieri centrali gli hanno fatti con le guerre dato che sia il vincitore che chi perde deve pagarli con le tasse estorte ai cittadini
    Ma dietro c’è di piu’; c’è un progetto di dominio mondiale di una “razza eletta” su tutti i goyim del mondo; si chiama nuovo ordine mondiale ed è pure stampato sul biglietto da 1 dollaro(novus ordinem seculorum). Questo precvede anche la scomparsa degli stati nazione per un unico governo ovviamente in mano ai pupazzi dei banchieri.Insomma l’intera razza umana si è fatta infinocchiare da pochi usurai che commettono genocidi di interi popoli e che controllano con grande efficacia l’informazione mainstream che ci propina balle utili ai loro fini ogni giorno tramite i loro utili idioti .Guarda caso sia la Libia aveva che la Siria ha tuttora una banca centrale che è di proprietà dello stato e cioè del popolo.Per gli strozzini questo è intollerabile.
    Non è un caso nemmeno che quando Mussolini nel 1935(lo fece anche la Germania con le banche tedesche) rese di proprietà dello stato la banca d’Italia e fece le banche pubbliche di interesse nazionale, liberandosi della massoneria nel 1929 grazie anche a Pio XII e ai patti lateranensi, subito dopo ci furono le sanzioni all’ Italia con la scusa dell’ Etiopia. Ci fu un enorme sviluppo economico con l’autarchia e gli investimenti dello stato con soldi prodotti a costo zero tant’è che uscimmo prima degli USA dalla grande depressione del 1929. In quel periodo ci fermavano e spesso requisivano le merci dalle navi italiane in mare. Insomma si cerco’ in ogno modo di provocarci e di coinvolgerci in una guerra per annientare la generazione di benessere per il popolo italiano e soggiogarlo come poi è avvenuto. Oggi l’Italia è ridotta in povertà e schiavitu’ e le famiglie le imprese sono soggette tra tasse e contributi ad una fiscalità del 70-80% che depaupera ogni azienda privata italiana e ogni risparmio delle famiglie a favore delle oligarchie straniere. Il piano massonico è riuscito grazie ai molti servi vigliacchi e gli italiani resteranno solo un ricordo, mischiati apposta con una immigrazione incontrolata fatta apposta per togliere ogni identità nazionale rimasta

  2. nell’ottobre del 1938 circa 28000-ventottomila-italiani partivano dal porto di genova per la quarta sponda.
    andavano a fondare nuove citta ,a magnificare leptis magna e sabrata e a bonificare l’intera libia.
    in libia grazie al lavoro del governatore balbo vivevano in concordia ebrei musulmani e cattolici.
    poi gheddafi ci mortifico …e noi zitti.
    nemesi storica…..la fine dell’europa e’ iniziata con lo sbarco in normandia,con lo sbarco in sicilia….ad anzio.
    e ora di nuovi sbarchi..

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