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Damasco, 26 dic – La sconfitta dell’Isis in Siria è, con tutta evidenza, un ottimo traguardo raggiunto che garantisce di fatto buone prospettive per la stabilità del Medio Oriente e più in generale per la sicurezza europea. Quanto sia stato efficace, in questo, il ruolo della Russia, dell’Iran, di Hezbollah e non da ultimo, ovviamente, del governo di Assad, è superfluo ribadirlo. L’annunciato disimpegno delle truppe Usa, assicurato da Trump perché a suo dire il terrorismo sarebbe stato finalmente sconfitto (quanto appunto il ruolo di Washington sia stato rilevante in questo è altrettanto superfluo specificarlo), portano chiunque a pensare che si vada verso il ripristino della sovranità territoriale siriana.
Certo, restano ancora ampie zone in mano a gruppi jihadisti (in particolare la sacca di Idlib) e alle forze curde (che adesso si sentono ufficialmente abbandonate da Washington). Eppure l’attuale situazione è decisamente migliore rispetto a quella che, in modo assai preoccupante, si stava delineando negli ultimi anni con l’avanzata del sedicente califfato. Nonostante ciò, Israele sembra proprio essere decisamente preoccupato e continua a lanciare bombe in Siria, ufficialmente per contrastare i rifornimenti diretti all’acerrimo nemico Hezbollah e il consolidamento strategico iraniano. Sta di fatto che i continui bombardamenti di Tel Aviv sono, come denunciato dal ministero degli Esteri russo, una palese e “grave violazione della sovranità della Siria e delle disposizioni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, inclusa la risoluzione 1701”.
Il ministero della Difesa russo ritiene poi che l’attacco condotto ieri da Israele in Siria abbia messo in pericolo due voli civili, a Damasco e a Beirut. Mosca ha specificato che la difesa aerea siriana ha intercettato 14 dei 16 missili israeliani. Il governo di Tel Aviv non ha confermato l’attacco missilistico, ma non si tratta di una novità. Difficilmente infatti Israele rivendica i bombardamenti che effettua in territorio siriano. Spesso però neppure li smentisce, e questo va da sé che sia già una tacita ammissione. In ogni caso la tensione tra Russia e Israele è lampante. Igor Konashenkov, portavoce della Difesa di Mosca, ha parlato di “atti provocatori compiuti dalle forze aeree israeliane” e di “raid degli F-16 compiuti da territorio libanese”.
Eugenio Palazzini

8 Commenti

  1. ……..se a causa dei sionisti avverrà una lll guerra mondiale (atomica), dove si nasconderanno dalla caccia e massacro totale? Non gli è bastato..la storia non gli a insegnato nulla…

  2. -……..se a causa dei sionisti avverrà una lll guerra mondiale (atomica), dove si nasconderanno dalla caccia e massacro totale? Non gli è bastato..la storia non gli ha insegnato nulla…

    • Non gli è bastato cosa? La truffa grazie alla quale passano per eterni perseguitati e che li autorizza a compiere impuniti ogni tipo di nefamdezza?

  3. Israele ha il diritto e il dovere di difendere i suoi cittadini. L’Onu ha perso da tempo la propria legittimita’.

  4. Perchè la Siria non chiede ufficialmente di farsi difendere dalla russia in modo di acquisire per parte della Russia il diritto di rispondere agli attacchi contro chiunque bombarda la Siria?.

  5. Non credo che la presenza di Hezbollah è forze iraniane in Siria sia difensiva. Riveste una sua pericolosità per l’equilibrio della regione. La Siria ha diritto a perseguire il ripristino della propria sovranità territoriale contro ogni integralismo, e in questo il ruolo della Russia è efficace e equilibrato re. Il Golan rappresenta una questione territoriale a parte, conseguenza del rifiuto di Damasco a riconoscere Israele nel ’67 sulla base della ris. 242 ONU (Ritiro israeliano contestuale al riconoscimento di Tel Aviv da parte araba). L’ antisionismo pregiudiziale è legittimo, ma diventa l’argomentazione “a priori” che alimenta la destra israeliana e ne determina l’egemonia securitaria. Fuori dagli schemi. Un saluto

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