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istat deflazioneRoma, 5 set – Dopo i pessimi numeri sull’andamento del Pil, che ha fatto segnare crescita zero nel secondo trimestre dell’anno, anche le previsioni per la crescita nella seconda parte del 2016 non sembrano mostrare particolare vitalità. Lo segnala l’Istat, evidenziando la marcata fiacchezza dell’indice anticipatore dell’economia.

“L’economia italiana – spiegano dall’istituto – ha interrotto la fase di crescita, condizionata dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell’offerta dalla caduta produttiva del settore industriale”. Diminuiscono, registra l’Istat, gli investimenti e la spesa per macchinari e attrezzature, mentre cala anche il valore aggiunto dell’industria (-0,3%). E’ per questi motivi che anche a luglio, dopo lo scarso risultato segnato il mese precedente, “l’ndicatore anticipatore dell’economia rimane negativo, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell’economia italiana”.

Con queste premesse – e considerando anche che l’indice di fiducia delle imprese italiane “é sceso sotto quota 100 per la prima volta dal febbraio 2015” – si riducono sensibilmente le prospettive per gli ultimi due trimestri, durante i quali sembra ormai impossibile recuperare, com’era nelle intenzioni dell’esecutivo, il terreno perduto in termini di mancata crescita. Le previsioni del settembre 2015, che parlavano di crescita a +1,6% quest’anno, sono ormai compromesse. E, stante il poderoso rallentamento, si rischia perfino di non superare lo scarso e perfettamente inutile +0,8% registrato l’anno scorso.

Filippo Burla

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