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carta_del_lavoroRoma, 21 apr – “La Carta del Lavoro rappresenta il superamento, lo sviluppo storico e non l’antitesi della Rivoluzione Francese. Gli “immortali principi” rappresentavano soprattutto una affermazione egualitaria. Oggi la Rivoluzione Nera compie anche un’affermazione egualitaria proclamando la parità di tutti i cittadini come produttori e come lavoratori. Oggi il fascismo afferma i diritti del lavoro e la supremazia assoluta della Nazione sui cittadini. Né l’uno né l’altro concetto sono in antitesi alla Rivoluzione Francese, in quanto né alcuna parità dei cittadini quali lavoratori, potrebbe esistere se non si riconoscesse come cosa ovvia l’uguaglianza dei cittadini quali uomini, né potrebbe esistere la supremazia di Nazione dove esisteva supremazia di caste. Perciò la Carta del Lavoro nel suo concetto egualitario e nell’affermazione dei diritti del lavoro, non è un’antitesi, ma un superamento dei diritti dell’uomo”. Con queste parole «Critica Fascista», rivista diretta da Giuseppe Bottai, celebrava la promulgazione della Carta del Lavoro, il 21 aprile del 1927. Un semplice documento (costituito da 30 punti) con cui il fascismo affermava i suoi principi cardine, lanciando la sfida italiana al liberalismo e al comunismo e proponendosi ambiziosamente quale completamento e superamento dei principi del  1789.

La Carta, in opposizione al materialismo delle ideologie dominanti, proclamava la solidarietà fra i vari fattori della produzione in nome della Nazione, definita nel primo enunciato “organismo avente fini, vita, mezzi di azione superiori per potenza e durata a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono”. Nessuno spazio per l’individualismo e logica del profitto, ma collaborazione in nome di un interesse comune, spirituale e superiore. L’iniziativa privata veniva rispettata quale strumento di grande efficacia, ma solo nella concezione del lavoro quale “dovere sociale. Per mettere in pratica queste indicazioni la Carta considerava centrali organismi statali quali la Magistratura del Lavoro e le corporazioni, all’interno delle quali si sarebbero conciliati gli interessi di datori e lavoratori. Trovavano spazio inoltre i contratti collettivi, gli uffici di collocamento, la previdenza, l’assistenza e l’istruzione, che avrebbero consentito che il lavoro non divenisse semplice “merce”, come ricordato dallo stesso Mussolini nel “Discorso per lo Stato corporativo”.

Passare dalle parole ai fatti richiedeva un’azione continua dei sindacalisti e delle migliori intelligenze del regime, visto che la meta era fare dei lavoratori non più dei soggetti passivi, ma uomini capaci di entrare nel processo decisionale e produttivo dell’azienda da protagonisti. Nessuno spazio al classismo, ma partecipazione attiva e consapevole, che sarebbe sfociata fino al “parlamento dei produttori”: la Camera dei Fasci e delle Corporazioni del 1939. La Carta del Lavoro rimase l’ispirazione (più volte dibattuta, esaltata e messa in discussione) dell’azione fascista per tutto il ventennio, pur non avendo valore di legge. Un riconoscimento di alto valore arrivò con il 1942, quando la Carta venne inserita quale premessa e base del Codice Civile. Allo stesso modo la ritroviamo a fondamento del Manifesto di Verona della Repubblica Sociale Italiana, in un filo rosso che arriva fino a quella socializzazione magistralmente descritta da Gianluca Passera ne La Nobile Impresa. Questo sforzo, spento nel sangue e nella tragedia della guerra, non cancella il ricordo e l’attualità di un documento che rimane quale esempio del genio della nostra nazione, capace di porsi quale modello originale nel campo del lavoro, un mondo che avrebbe bisogno di ripensare le sue fondamenta oggi più che mai.

Francesco Carlesi

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3 Commenti

  1. Mussolini nel 1935 fece le banche pubbliche e nazionalizzo’ banca d’Italia mettendosi a quel punto contro la massoneria straniera che gli giuro’ vendetta e lo isolo’ con le sanzioni per provocarlo ad entrare in guerra contro di loro e poi lo elimino’ anche fisicamente e rese l’Italia una colonia.Ricordiamoci che nel 1935, anno della nazionalizzazione delle banche l’Italia si libero’ del denaro ad usura e ebbe una ripresa economica enorme tanto che fu da esempio a molti paesi ed usci dalla crisi del 1929 prima della stessa america.Insomma l’Italia produceva denaro a costo zero, cioè non dovuto come debito a nessuno!!!
    Oggi i mondialisti massoni e satanisti è noto che vogliono distruggere gli stati sovrani (per queste fanno denigrare dai loro pennivendoli il populismo e il nazionalismo)per il loro nuovo ordine mondiale basato su un singolo stato che domina razze oramai uniformi. A tal fine promuovono l’ateismo e le guerre di religione, la distruzione della famiglia, base delle società, la distruzione di ogni identità nazionale con la promozione della immigrazione e del mescolamento di razze.Inoltre operano alla distruzione anche della piu’ importante identità che abbiamo e cioè quella sessuale(sappiamo di essere maschi o femmine prima di ogni cosa) tramite la promozione della ideologuia gay e del gender.Tale fine è ottenuto con il controllo finanziario di ogni cosa.La BCE , come alcuni sapranno è privata cioè di proprietà delle banche centrali nazionali che sono private; La Banca d’Inghilterra lo è addirittura dal 1699 e la Banca d’Italia dal 1992, anno della privatizzazione(svendita) delle ex banche pubbliche Credito Italiano e Banca Intesa che insieme detenevano e detengono circa il 60% di Banca d’Italia.Quando la BCE produce una banconota da 500 euro che gli costa 8 centesimi in cambio prende titoli di stato ed alla scadenza costringe i governi a cedere altre loro proprietà per ripagare il debito. Ricordiamoci che siamo noi stessi a rendere quel pezzo di carta una ricchezza reale a posteriori in quanto gli riconosciamo un valore effettivo come mezzo di pagamento. Se noi stabilissimo che l’euro non vale niente e che la lira vale come mezzo di pagamento l’euro non varrebbe niente nel territorio nazionale per gli scammbi di merci e servizi!! E’ in questa maniera che i banksters si impadroniscono delle nazioni; controllando tutta l’offerta di moneta, che in partenza altro non è che carta e non un bene reale . In questa offerta di moneta và incluso il signoraggio secondario che è la creazione dal nulla di soldi da parte delle banche. Il tutto è la piu’ grande truffa mai fatta ai popoli e quella piu’ tenuta nascosta dai pennivendoli dei media quasi controllati dai banksters.
    Anche le società di rating e molte multinazionali e banche sono controllate dai banksters e quindi i giudizi sui paesi e i rating sono strumentali al loro dominio, vedi il caso dello spread che aumento’ sotto Berlusconi per farlo cadere in seguito ad un giudizio negativo di queste società di rating , di cui una è stata indagata in Italia dalla procura di Trani dato che il motivo del calo di voto del paese(downgrade) era del tutto fittizio!.
    Altra cosa allucinante è che bankitalia privata ha la funzione di controllare le altre banche, anche esse private e controllate dagli stessi proprietari! Ovviamente hanno fatto anche comprare alle loro banche italiane titoli tossici prodotti sempre da loro società ed in particolare dalla Goldman Sachs che da poco è stata multata di 6 miliardi di $ per la produzione di titoli tossici ; nella Goldman guarda caso hanno lavorato Prodi, Monti e Draghi!!!!). Quindi oltre a questo ricavo illecito svuotando le banche italiane si sono presi anche i rimborsi dagli stati per salvare le loro banche.Ricordiamoci che nessun banchiere privato importante è mai andato in galera ed al massimo le bance pagano cifre enormi per zittire le cose!!
    Dopo aver rovinato gli stati, ora hanno già informato i correntisti che le prossime fuoriuscite di denari da banche sempre di proprietà dei banksters ad altre istituzioni finanziarie sempre loro con futuri titoli truffa saranno pagate dai correntisti in quanto creditori della banca stessa!! Insomma i banksters, che non sono piu’ di 100 al mondo e che hanno oltre la metà delle ricchezze mondiali ,stanno arrivando al dominio assoluto grazie ai molti servi scemi traditori dei loro stessi popolo

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