Roma, 8 mar – “E’ il mare la vera causa della guerra in Ucraina“: parola dell’ammiraglio di divisione (ris) Nicola De Felice. Esperto di sicurezza nazionale, già comandante di Marisicilia, De Felice conosce bene le questioni geostrategiche del Mare Nostrum. E proprio in questa ottica abbiamo fatto il punto sulla guerra in Ucraina e su come dovrebbe reagire l’Italia, che forse però – come ci ricorda lo stesso ammiraglio – “non ha gli uomini giusti ai posti giusti“. “L’Italia si organizzi per tutelare i suoi interessi nazionali di fronte alla prossima presenza nel Mediterraneo, oltre alla Turchia, della forte e agguerrita potenza mondiale russa“, avverte De Felice.

Ammiraglio, come possiamo leggere il conflitto in Ucraina dal punto di vista del controllo del Mar Nero?

“Si trovano impressionanti analogie tra la guerra di Troia e l’attuale guerra in Ucraina: gli Achei, dopo aver esteso il loro dominio nel Mar Egeo, nel voler espandersi commercialmente a Oriente, si trovarono ad essere ostacolati dalla città di Troia, situata proprio all’imbocco dell’Ellesponto. Di qui il conflitto che si concluse con la distruzione di Troia. Le ragioni di quella guerra furono di natura economica, commerciale ed egemonica, basate sul controllo dello stretto dei Dardanelli, del Bosforo e del Mar Nero. Così, ancorché in senso inverso, con la guerra scatenata da Putin in Ucraina è tornata alla ribalta l’importanza geopolitica, militare e strategica di quegli stretti”.

Qual è il quadro attuale?

“Con la Turchia, la Bulgaria e la Romania – appartenenti alla Nato – che si affacciano sul Mar Nero, insieme alla Russia e alla Georgia, con i porti ucraini in mano alla Nato e con la Crimea logisticamente dipendente dall’Ucraina, è facile comprendere come il Mar Nero potesse essere oggetto di potenziali pericolosi contenziosi tra la Russia e la Nato stessa. Le manovre sul campo vanno lette secondo questa prospettiva”.

Ci spieghi meglio

“Per la Russia il Mar Nero è indispensabile poiché è il passaggio obbligato non solo verso il Mediterraneo, ma anche verso l’Atlantico e l’Oceano Indiano. È attraverso il Mar Nero che Mosca può raggiungere linee di comunicazione marittime strategiche che altrimenti le sarebbero de facto precluse”.

Perché è così importante?

“Il traffico di navi in quegli stretti è di 55mila unità all’anno, quattro volte di più dei canali di Suez e di Panama. Il Bosforo costituisce la principale rotta per il trasporto di petrolio dal Caucaso ai Paesi dell’Europa e dell’Asia. Il 65% dell’export russo passa attraverso il Bosforo e, oltre al petrolio, passa anche il grano che dai mercati di Russia, Ucraina e Kazakistan copre il 25% del fabbisogno mondiale. Inoltre, ghisa e semilavorati siderurgici passano dal Mar Nero per il 10% del fabbisogno europeo e l’Italia oggi ne soffre la carenza”.

Quali sono i rischi per l’Italia?

“La nostra nazione si dovrebbe allarmare sulle conseguenze del conflitto che, con la Russia vincente, condizionerebbe gli equilibri geostrategici nel Mediterraneo con la presenza di una forte ed agguerrita potenza mondiale sull’uscio di casa nostra, come se non bastasse la scomoda presenza turca. Alla Russia presente nel Sahel, in Libia, in Egitto ed in Siria, nel corno d’Africa, serve il libero passaggio nel Mediterraneo, la costruzione in Siria ed in Libia di basi aeronavali di tutto rispetto”.

Qual è il ruolo della Turchia nell’espansione russa?

“La flotta russa è ora la più agguerrita e numerosa nel Mar Nero e ipotetiche intese con la Turchia sono prevedibili così come già fatto in Siria e in Libia, a scapito di un’Italia senza una strategia di sicurezza nel Mediterraneo se non quella di illudersi di avere l’appoggio dell’Ue come nel caso della gestione del flusso migratorio clandestino, cioè nulla. Nonostante il passaggio delle navi attraverso il Bosforo sia regolato dalla Convenzione di Montreux, la Turchia – che ha il diritto di negarne il transito – ha permesso, prima della guerra, l’ingresso in Mar Nero di una nutrita flotta russa”.

Quindi la guerra di Putin è per il controllo del mare…

“Strategicamente parlando, per la Russia è più importante il possesso della base navale di Odessa, di Mariupol e dei cantieri navali di Mykolaiv piuttosto che di Kiev”.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Analisi che non fa una grinza come si diceva una volta…, morti e povertà (globale, quindi anche spirituale), provocati dai satrapi ucraini, neomerde pseudo-naziste (chiedete a questi cosa è il nazismo!), drogate, del tutto a parte?! Per l’ uomo, popolo, anche bue (animale nobile), speriamo di no.

  2. Parlare di una Russia minacciosa nel mediterraneo, quando è aggredita alle frontiere proprie dalla nato, è da veri incompetenti o uomini di parte.E l’ ammiraglio non dice che oggi il mediterraneo è mare USA, eppure arrivano decine di migliaia di immigrati per mare dall’ africa.Che grande protezione che abbiamo!
    Unica osservazione giusta è sul ruolo strategico del mar nero per la Russia.

  3. […] Sempre su Il Primato Nazionale, a rimarcare questo aspetto è stato l’ammiraglio Nicola De Felice.  “Per la Russia il Mar Nero è indispensabile poiché è il passaggio obbligato non solo verso il Mediterraneo, ma anche verso l’Atlantico e l’Oceano Indiano. È attraverso il Mar Nero che Mosca può raggiungere linee di comunicazione marittime strategiche che altrimenti le sarebbero de facto precluse”, ha detto De Felice in un’intervista rilasciata ad Adolfo Spezzaferro. […]

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