Roma, 8 mar – Gli Stati Uniti stanno valutando nuove sanzioni alla Russia, da estendere al petrolio. Una mossa pericolosissima che – seppur soltanto ventilata – sta già generando il panico sui mercati, con le Borse europee che crollano di nuovo e i prezzi delle materie prime alle stelle. L’incubo adesso è la stagflazione, ovvero una situazione economica drammatica condita di bassa crescita e alta inflazione. La Russia, a quel punto, potrebbe tagliare le forniture di gas come ritorsione. Dunque Washington sta giocando una partita rischiosa che avrebbe l’effetto di danneggiare in primis l’Europa, anche perché Mosca difficilmente starà a guardare.

Sanzioni sul petrolio? La Russia replica: “Tagliamo il gas”

Il vicepremier russo, Alexander Novak, ha difatti fatto sapere che un eventuale embargo occidentale al petrolio russo avrebbe “conseguenze catastrofiche per il mercato globale” e potrebbe far schizzare il prezzo del del greggio fino a 300 dollari a barile, “se non oltre”. In un videomessaggio trasmesso dalla tv russa, Novak ha detto poi che “sarebbe impossibile trovare rapidamente un sostituto del petrolio russo sul mercato europeo”. Di più, secondo il vice primo ministro russo “ci vorranno anni e sarà ancora molto più costoso per i consumatori europei. Alla fine, saranno colpiti peggio da questo risultato”. Novak ha poi affermato che dopo lo stop al Nord Stream 2 annunciato dalla Germania con l’escalation in Ucraina, la Russia ha “tutto il diritto di prendere una decisione corrispondente e imporre un embargo sul pompaggio di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1″. In soldoni Mosca sarebbe pronta a tagliarci le forniture di gas.

Novak: “Avvertite i vostri cittadini su cosa li attenderebbe”

“I politici europei dovrebbero avvertire con onestà i propri cittadini e i consumatori su cosa li attenderebbe e che i prezzi delle stazioni di servizio, dell’elettricità e del riscaldamento saliranno alle stelle. Ciò influenzerà altri mercati, incluso quello americano”, ha precisato Novak. Il vicepremier ha poi osservato che la Russia è il più grande fornitore di petrolio in Europa, che consuma circa 500 milioni di tonnellate di petrolio, di cui la Russia fornisce circa 150 milioni di tonnellate, ovvero il 30%. Mosca fornisce inoltre all’Ue altri 80 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. “Tutti sanno che la fornitura di petrolio e prodotti petroliferi dalla Russia oggi è la più competitiva per il mercato europeo, date le infrastrutture sviluppate degli oleodotti e la logistica delle consegne via mare”, ha sottolineato Novak.

Il realismo necessario

E’ dunque auspicabile che stavolta in Europa prevalgano diplomazia e realismo, tenendo ben presente l’interesse economico continentale. Tutto quello che finora è mancato, in un braccio di ferro tra sordi che sta generando una spirale senza via d’uscita apparente, devastante soprattutto a medio e lungo termine. Il vicepremier russo precisa in ogni caso che “finora non abbiamo preso alcuna decisione”, perché dal taglio delle forniture di gas “nessuno ne beneficerebbe”. Mettere la Russia ulteriormente all’angolo potrebbe generare però un effetto domino di iniziative sconsiderate, dall’una e dall’altra parte.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Avanti così tra un po’ non si potrà più muovere proprio nessuno salvo i soliti noti, gli estremi sociali.

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