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Roma, 28 mar – Vi sono due modi di intendere e di praticare l’uguaglianza. Uno, giusto e buono. L’altro, nefasto e degno di essere avversato. Il primo prevede che si innalzi alla eguale dignità chi, per le ragioni più svariate, si trova in un grado minore. Il secondo, procedendo in direzione opposta, comporta che si abbassi di grafo ciò che sta sopra.

Questo secondo tipo di uguaglianza era definita dallo Hegel degli “Scritti teologici giovanili” nei termini di una “uguaglianza della irrilevanza“. Il suo scopo – precisava lo Hegel – era di rendere tutti uguali, sì, ma nel senso di egualmente irrilevanti. Non v’è dubbio. Lo ius soli così come viene difeso a oltranza dall’élite turboglobalista e dai suoi armigeri di completamento intellettuale (il clero mediatico-intellettuale unificato, da “Repubblica” a “L’Espresso“) è un caso emblematico di uguaglianza della irrilevanza, nella accezione hegeliana.

Annichilire il concetto di cittadinanza

L’obiettivo non è di rendere i non cittadini eguali ai cittadini. È, au contraire, di rendere i cittadini eguali ai non cittadini. Obiettivo dello ius soli? Annichilire il concetto stesso di cittadinanza, che è poi la figura cardinale di quello Stato sovrano nazionale che i poliorceti del competitivismo no border hanno messo sotto assedio. La classe dominante punta al globalismo assoluto, id est alla ridefinizione dell’intero pianeta come un unico mercato cosmopolitico desovranizzato e deregolamentato.

Il cittadino, una figura intollerabile

Per questo, la global class non può accettare la sopravvivenza di Stati sovrani nazionali, con primato delle comunità democratiche e con primato del politico sull’economico. E, in maniera convergente, non può tollerare la sopravvivenza della figura del cittadino, con i suoi diritti e doveri sottratti alla presa mortifera del do ut des liberoscambista. In piccolo, i globocrati mirano a dissolvere la famiglia. In grande, aspirano ad annichilire lo Stato nazionale democratico e la cittadinanza.

Diego Fusaro

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3 Commenti

  1. Le tue affermazioni non mi sembrano ben argomentate. Cioè, non sono argomentate affatto.

    Ti faccio una semplice domanda: cosa proporresti tu per quelle persone nate in Italia da genitori stranieri, che hanno ricevuto un’istruzione in Italia, a volte parlano solo l’italiano e magari hanno anche un lavoro in Italia? Li rimandiamo a casa? A casa dei nonni?

  2. E chissenefrega??? Chi li ha invitati? Loro e il loro “dio” grullahllah???… È già grazia infinita che possano stare qua’!!! Ma quale “jus”? Loro non sono neppure “ospiti” , comunque sgraditi ai più! Sono INVASORI!!! Tout court!!!

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