Roma, 7 mar – Kiev e Mosca non dialogano neanche sui corridoi umanitari. Il governo ucraino nega categoricamente il direzionamento verso la Russia, il Cremlino accusa Zelensky e soci del mancato funzionamento degli stessi.

No di Kiev a corridoi umanitari verso Mosca

Dunque Kiev dice no a Mosca per i corridoi umanitari verso la Russia e Bielorussia, come riporta Adnkronos. Questa è la situazione al dodicesimo giorno di guerra. Non solo. Per il vicepremier ucraino Iryna Vereschk, è “inaccettabile la proposta di evacuare la popolazione civile ucraina, tra cui gli stranieri e circa 2000 studenti, verso la Federazione Russa. Chiediamo di accettare inderogabilmente i corridoi umanitari da noi stabiliti”. È dalle prime ore della giornata odierna, infatti, che si parla di alcuni corridoi destinati all’evacuazione verso città russe e bielorusse.

La Russia: “Nessun corridoio funziona, colpa dei nazionalisti ucraini”

Il capo negoziatore russo,  come rende noto l’Ansa. ha affermato che fino ad ora nessuno dei corridoi umanitari aperti per fare partire i civili dalle zone di guerra ha funzionato e ha accusato gli ucraini di averli bloccati. Il corridoio ipotizzato da Kiev, per fare un esempio, porterebbe i civili fuori dalla città ma con unica destinazione la Russia. Mentre da Mariupol e Sumy i corridoi porteranno verso alle città ucraine e la Russia. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che dalla capitale ucraina si potrà essere trasportati anche in aereo.

Volodymyr Zekensky, tramite il suo portavoce, ha definito questi corridoi ”totalmente immorali”. Poi ha aggiunto: “Questa è una storia completamente immorale. La sofferenza delle persone viene utilizzata per creare un’immagine televisiva che si desidera. Questi sono cittadini ucraini, dovrebbero avere il diritto di evacuare nel territorio dell’Ucraina”. Comunque, il capo negoziatore russo ha dichiarato di voler continuare a parlare del tema, anche nel nuovo incontro di oggi con la delegazione ucraina.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. […] Quali sono allora le condizioni della Russia? Sempre le stesse, come sottolineato da Peskov. L’Ucraina dovrebbe: interrompere le azioni militari, inserire la neutralità nella propria Costituzione, riconoscere la Crimea come territorio russo e fornire garanzie sul riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk come Stati indipendenti. Tutte condizioni che al momento il governo ucraino considera del tutto inaccettabili. Come se non bastasse Kiev e Mosca non riescono a trovare un accordo neppure sui corridoi umanitari. […]

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