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Roma, 8 mar – Anche quest’anno, come di consueto, l’agenda liberal ha monopolizzato l’edizione 2018 dei premi Oscar, offrendoci un vasto assortimento di gemme politicamente corrette. L’argomento principe della kermesse è stato, ovviamente, la lotta alle molestie sessuali, tanto da soppiantare quasi del tutto gli attacchi al presidente Trump – tanto cari all’establishment hollywoodiano – che avevano dominato la scorsa edizione.
Dopo lo scandalo Weinstein appariva obbligata la scelta di destinare la serata alla consacrazione del movimento contro gli abusi #MeToo. Un modo veloce e glitterato per tutti gli interessati di ripulirsi collettivamente la coscienza, dopo aver taciuto per anni su cosa stesse realmente accadendo, e rendendosi conniventi per interessi di varia natura.
Il presentatore Jimmy Kimmel ha esordito spiegando come le donne, dopo aver eliminato le molestie nel mondo dello spettacolo, dovranno averci a che fare “soltanto” in tutti gli altri ambiti di vita. Ha proseguito indicando un’enorme riproduzione della statuetta Oscar definendola come l’«uomo perfetto»: «Tiene le mani dove le puoi vedere, non dice mai parolacce, e, cosa più importante, non ha un pene. Letteralmente un monumento delle restrizioni!». Castrazione per tutti quindi, e Kimmel prosegue: «Ecco quanto Hollywood brancola nel buio riguardo le donne: abbiamo fatto un film chiamato What Women Want interpretato da un uomo, Mel Gibson!». Nel presentare la pellicola candidata al Miglior Film, La forma dell’acqua, Kimmel ha asserito: «Questo è l’anno in cui gli uomini hanno mandato tutto così a rotoli che le donne hanno iniziato a uscire con i pesci». Eccolo qui, l’ometto spogliato come un verme della propria dignità e messo in mutande sopra un palco a fare ammenda per peccati non ascrivibili alla totalità del genere maschile.
Per la retorica hollywoodiana l’unico maschio eterosessuale buono è quello evirato, o dileggiato, o morto. La narrativa femminista tiene in scacco ogni ambito dell’establishment ma sempre dalla posizione singhiozzante della vittima (a questo proposito si veda il discorso di Frances Dormand dopo aver ricevuto la statuetta dorata), agitando il ricatto morale e la minaccia di ostracizzazione come arma per domare tutti coloro che non si piegano ai soliti diktat.
Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Evirato, dileggiato o morto. Immagino però che il maschio eterosessuale candidato al simpatico trattamento sintetizzato nelle prime tre parole del presente commento debba essere, conditio sine qua non, bianco. Credo che nessun hollywoodiano oserebbe invocare tale trattamento per negri, arabi & zingari…!… Oibo’!…

    • E’ funzionale al sistema.
      Noi evirati da tanta pseudocultura radicalchic post sessantottina e le nostre donne che finisce si innamorano dei diversamente bianchi.

  2. Tra drogati , sodomiti , lesbiche , meee tooo e cazzate simili a holliwood si respira una aria vjziatissima………..speriamo in qualche incendio estivo……….per dare lavoro agli amici di obama ovviamente.

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