Roma, 18 lug – Non azzardatevi a dire che l’immigrazione è un business vergognoso sulla pelle degli italiani e degli immigrati stessi. Altrimenti i buonisti di tutto il mondo uniti vi bolleranno con gentili epiteti: razzisti, xenofobi, populisti e chi più ne ha più ne suggerisca per il grande calderone della fuffa benpesante. Ovviamente noi ce ne freghiamo degli strilloni patetici e lo affermiamo eccome: l’immigrazione è un business. Peccato che adesso gli stessi strilloni buonisti dovranno bollare come razzista, populista e via dicendo, anche la Dia (la Direzione investigativa antimafia).
“Per le organizzazioni criminali straniere in Italia il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con tutta la sua scia di reati ‘satellite’, per le proporzioni raggiunte, e grazie ad uno scacchiere geo-politico in continua evoluzione, è oggi uno dei principali e più remunerativi business criminali”. A denunciarlo è proprio la Dia nel suo rapporto semestrale che specifica inoltre, riguardo appunto a questo business, che “troppe volte si coniuga tragicamente con la morte in mare di migranti, anche di tenera età”. Letto bene? Favorire l’immigrazione clandestina provoca spesso la morte in mare degli immigrati, anche bambini. Esattamente il contrario quindi di quanto sostenuto dalle Ong e dai Saviano di turno.
Il dettagliato rapporto della Dia fornisce però un quadro ancora più dettagliato: “In tale contesto – si legge nella relazione della Direzione antimafia- il traffico di stupefacenti, quello delle armi, i reati concernenti l’immigrazione clandestina e la tratta di persone da avviare alla prostituzione e al lavoro nero (anche attraverso il “caporalato”), la contraffazione, i reati contro il patrimonio e i furti di rame, sono solo alcuni dei settori dell’illecito maggiormente rappresentativi dell’operatività della criminalità straniera in Italia”. Insomma, agevolare i flussi migratori dall’Africa è il miglior assist che si possa fare alle organizzazioni mafiose. Nulla di nuovo per noi e per molti dei nostri lettori. Forse però adesso qualche cocciuto sostenitore della tesi contraria inizierà ad aprire gli occhi. Forse.
Eugenio Palazzini

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