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Roma, 1° giu – All’annuncio della nascita del nuovo governo giallo-verde dopo un travagliatissimo parto durato 88 giorni, Giorgia Meloni – in un video affidato a Facebook – afferma che, se l’esecutivo ha visto la luce, «è stato anche e soprattutto per merito di Fratelli d’Italia». Tuttavia, non si capisce bene come ciò possa riflettere la realtà dei fatti, dal momento che Fdi non entra nel governo con alcuna carica e, inoltre, la Meloni ha già dichiarato che il suo partito si asterrà sul voto di fiducia. Insomma, se la maggioranza è già assicurata da M5S e Lega, e Fdi rimane fuori dall’esecutivo, quale sarebbe l’apporto concreto di Giorgia? Il fatto è che la Meloni, per non rimanere fuori dai giochi, le ha tentate tutte pur di entrare nel governo giallo-verde. Ma il tentativo è fallito. Vediamo come.
A inizio maggio la Meloni aveva avuto un abboccamento con Di Maio, nella speranza di non perdere il treno «populista» e «sovranista». Di Maio, però, ha finito con il provocarla platealmente, con ogni probabilità di proposito, ossia per evitare che un ingresso di Fdi al tavolo delle trattative potesse rafforzare la posizione di Matteo Salvini all’interno della nuova coalizione di governo. A quel punto Giorgia è dovuta tornare sulle posizioni dell’oltranzismo «anti-inciucio», che avevano peraltro già caratterizzato la sua campagna elettorale. Ieri invece, nel momento in cui è tornata in auge la prospettiva del varo dell’esecutivo giallo-verde, la Meloni ha annullato i suoi impegni in Puglia e si è precipitata a Montecitorio. L’obiettivo era il medesimo: entrare a far parte del governo, magari con un bel ministero. Il deputato dei M5S Carlo Sibilia, del resto, aveva mostrato segni di apertura: «Se si sta al contratto, la discussione è aperta a tutti e nel governo può stare anche Fratelli d’Italia». Tanto che si era parlato di una possibile nomina della Meloni al ministero della Difesa. Il problema è che successivamente diversi esponenti della base grillina hanno posto il veto su Fdi e, di conseguenza, è saltato tutto. Rimasta con un pugno di mosche in mano, la Meloni è stata quindi costretta a evidenziare un presunto ruolo decisivo di Fdi nello scongiuramento di un governo tecnico.
Il difficile, però, viene adesso. Con Salvini che sta monopolizzando il campo sovranista, l’esclusione di Fdi dal governo populista rischia di indebolire la posizione della Meloni. Relegata insieme all’europeista Berlusconi al solo appoggio esterno, la libertà di manovra di Fdi, infatti, si sta assottigliando sempre più. E tra un anno ci sono le elezioni europee. Se in questo lasso di tempo la Meloni non sarà riuscita a ritagliarsi un nuovo ruolo, Fdi rischia seriamente di non superare la soglia di sbarramento e di essere risucchiata dal «cannibale» Salvini, che con la sua Lega 2.0 si sta lentamente affermando come il punto di riferimento esclusivo del polo sovranista.
Giovanni Coppola     

2 Commenti

  1. Ritirarsi dalla politica e fare la madre di famiglia sarebbe la scelta migliore. Sono certo che non la prenderà nemmeno in considerazione, ovviamente per il bene della Nazione.

  2. …appoggiando il governo giallo-verde troverà una decente e appagante collocazione..l’importante è che si svincoli dalla mummia di Arcore..

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