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Bologna, 15 mar – “Si levino di torno, o li leveremo noi”. Potrebbe sembrare un vaneggiamento ridicolo, uno dei tanti deliri postati sui social newtork che lasciano a volte il tempo che trovano. Il problema è che in questo caso sa decisamente di minaccia, di stampo strettamente terroristico considerata la tipica prassi dell’antifascismo militante. A scrivere sono i cosiddetti “antagonisti” di Emilia Antifascista, con un sottotitolo che fa il verso al motto trumpiano: “Making Emilia Red Again”. L’immagine del profilo ha tutti i crismi della retorica iconografica del terrore: un uomo e una donna con i volti coperti da passamontagna e una scritta psichedelica che ribadisce il mantra “Emilia Antifascista”.
Tutto questo per i più potrebbe sembrare soltanto pagliaccesco, peccato che si tratti delle stesse compagini spettrali dedite alle aggressioni, al vandalismo e agli attacchi bombaroli alle sedi dei “fascisti” di turno. Usiamo le virgolette perché a leggere queste minacce si capisce presto che il termine è quasi onnicomprensivo. Chi sono per lor signori i fascisti? Tutti coloro che “non sono antifascisti”. Ecco allora che questi fantasmi in carne e ossa che apparentemente popolano soltanto il mondo virtuale, si svegliano dai sarcofagi trasformandosi da ectoplasmi in pericolosi idioti pronti a compiere azioni di puro stampo criminale. Senza ovviamente che nessun benpensante istituzionale pensi di organizzare manifestazioni contro tale odio politico.
Sul modello degli schedari di Avanguardia Operaia degli anni di piombo, gli antifascisti emiliani hanno pensato bene di produrre un dossier per identificare persone e sedi considerati da attaccare senza pietà. Da CasaPound alla Lega, tutti devono essere colpiti. Una lista che secondo gli autori sarà utile per compiere “azioni violente che si possono ritenere giuste a livello strategico”. Non dissimile quindi dal vecchio slogan “uccidere un fascista non è reato”. Inutile elencare la serie di vergognosi episodi che mostrano come questo genere di manifestazioni verbali incendiarie non siano semplicemente dei proclami di qualche invasato, bensì l’anticamera della violenza politica.
A Modena ad esempio è finita nel mirino una palestra (con tanto di indirizzo) colpevole di organizzare allenamenti collettivi, mentre a Reggio Emilia gli antifascisti militanti segnalano l’apertura di una sede in centro di Gioventù nazionale, sezione giovanile di Fratelli d’Italia, segnalando ai compagni di molotov dove trovarla e volendo colpirla. C’è poi un dettagliato capitolo, forse il più preoccupante, su Bologna. Una parte aggiornata continuamente che include di tutto, dai partiti centristi a Lealtà e azione, arrivando a indicare come obiettivi dei parlamentari appena eletti come Galeazzo Bignami (Forza Italia) e Lucia Borgonzoni (Lega Nord). Terrorismo, niente di meno. Eppure al momento nessuno ha pensato di stroncarlo sul nascere.
Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. Basterà fargli trovare un po’ d’erbetta in loco che torneranno innocui come pecorelle al pascolo!

  2. …tira una brutta aria.
    Già in campagna elettorale questa marmaglia ha dimostrato tutta la sua pericolosità e violenza contro chiunque non pensi come loro.
    I responsabili, mandanti morali di tale immondizzia sono politici come Fiano Boldrini e tutti quei soloni che hanno soffiato sul fuoco di un antifascismo fuori tempo massimo. È ora di dire basta e chiedere a chi di dovere di chiudere questi siti e perseguire con ogni mezzo i responsabili di pericolose campagne d’odio.

  3. Per cui in Italia manteniamo i soloni della corte costituzionale, parassiti con auto e telefono pagati dallo stato e con 300 mila euro di stipendio annuale e poi non abbiamo uno straccio di funzionario che si occupi di monitorare il brigatismo rosso di ritorno,il comunismo post piddino, truce e violento e che gode di alte e sofisticate protezioni……..ci hanno rotto le sfere con i rigurgiti fascisti e poi i sinistri proteggono i terroristi rossi,anzi parlano di nazifascismo proprio per sviare l’attenzione dei cittadini sui brigatisti comunisti , foraggiati e protetti dai soliti noti democratici,politici,magistrati o pseudo giornalisti che siano……….e cosi mentre tutti starnazzavano contro il duce ed i pericolosi reduci della marcia su roma, i comunisti schedavano uomini , donne e studenti di destra con la benedizione di chi in Italia protegge la feccia africana e i delinquenti vari…….anche noi però sappiamo chi sono questi traditori infami della patria , che vanno dalle zecche asociali alle cariche pseudo istituzionali di liberi e diversi……..fanno veramente schifo.

  4. Questi provengono dalla sottocultura dei partigiani comunisti , anche essi terroristi. Togliatti aveva avuto ordine da Stalin di far fare attentati in maniera da generare le rappresaglie tedesche per far si’ che la popolazione passasse dalla parte dei comunisti in vista del raggiungimento del comunismo in Italia.E’ un fatto accertato storicamente.Per non parlare dei circa 50 mila omicidi e altri stupri e sevizie fatti dopo l’armistizio del 25 Aprile da parte di questi criminali.Omicidi anche subiti da parte di oltre 100 preti di cui diversi appartenevano alle stesse brigate partigiane ma che si erano opposti a queste violenze brutali sulla popolazione.Un sito che ne parla è https://ricordare.wordpress.com/

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