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Londra, 15 mar – La pagina di Britain First, partito nazionalista britannico, è stata chiusa da Facebook. “Hanno ripetutamente pubblicato contenuti che incitano all’animosità e all’odio contro i gruppi minoritari”, ha spiegato la americana fondata da Zuckerberg tramite una nota. “Non è una decisione presa a cuor leggero”, precisa Facebook che rivendica la propria natura di “piattaforma aperta a tutte le idee”, dicendo però che “le opinioni politiche devono essere espresse senza odio”. Paul Golding e Jayda Fransen, leader del movimento nazionalista le cui pagine sono state anch’esse chiuse dal popolare social network, si trovano in carcere da una settimana accusati di una serie di crimini d’odio contro le persone di religione islamica. Adesso quindi la pagine Britain First, che contava quasi tre milioni di like, è irraggiungibile dagli utenti.
Nel dicembre 2017 anche Twitter aveva deciso di chiudere i profili del partito e dei suoi leader. Ora gli unici social network che non hanno provveduto a censurare Britain First sono Instagram e Gab, quest’ultimo però è stato definito da alcuni media una sorta di “Twitter per razzisti” e il quotidiano inglese Guardian l’ha catalogato come “una cassa di risonanza di razzismo e teorie del complotto”. Ricercando su Gab i profili del partito inglese però non se ne trova traccia, quindi con tutta probabilità anche in questo caso la mannaia della censura ha colpito.
I due leader di Britain First furono poi arrestati lo scorso maggio perché distribuirono volantini anti-islamici durante un processo a carico di tre uomini musulmani e un ragazzo accusati, e poi condannati, per stupro.
Alessandro Della Guglia

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