Roma, 7 lug – La senatrice del Pd, Monica Cirinnà, è una personalità da seguire con attenzione. Non perché sia una mente particolarmente brillante, al contrario. La sua totale conformità a tutte le più estreme propaggini del pensiero dominante e del neoconformismo la rendono, tuttavia, un prezioso indicatore dei pericoli a cui andiamo incontro. È così che, quando si incontra sul suo profilo Twitter la frase “La libertà di espressione è la nuova frontiera dei giorni d’oggi”, qualcosa nella mente scatta. Dove vuole andare a parare? Apriamo il link e vediamo che si tratta della risposta della parlamentare alla campagna “La libertà di espressione non è uno scherzo”, ideata da Sabino Maria Frassà e Nicla Vassallo per il think-tank “Ama nutri cesci”.

Cosa ha detto la Cirinnà su tale scottante tema? Essenzialmente che, nella “società liquida” di baumaniana memoria, “il tema della libertà d’espressione è indubbiamente la nuova frontiera che dobbiamo definire, perché non diventi il nuovo far west”. La senatrice si chiede: “Dove si pone il limite tra libertà e rispetto? Qual’è il confine da rispettare per non sconfinare nel conflitto? In particolare, su temi come quelli relativi all’omofobia, alla violenza sulle donne e, più in generale, contro tutti i soggetti deboli, come si può tutelare la libertà d’espressione e reprimere i comportamenti eversivi?”. Ecco, avete capito. Il problema è ovvio: “su temi come quelli relativi all’omofobia, alla violenza sulle donne e, più in generale, contro tutti i soggetti deboli” (sorvoliamo sull’italiano stentato) noi abbiamo troppa libertà d’espressione. Quindi l’urgenza è normare, limitare, impedire, vietare.

Sia chiaro, la Cirinnà non ha “mai pensato che limitare la libertà d’espressione sia un comportamento sano di una società democratica, ma indubbiamente sono necessari interventi normativi che riconoscano e puniscano con rigore gli interventi che con la libertà d’espressione nulla hanno a che fare”. Ma questo già accade da sempre: se insulto o diffamo la Cirinnà sono già perseguibile, che lo faccia a voce, su un giornale o su un social network. Quindi è evidente che le nuove norme richieste dalla senatrice non riguardano questo, bensì altre “urgenze”. Per l’esponente del Pd, infatti, “siamo di fronte ad una deriva pericolosa, che nulla ha a che fare con la dialettica sana e democratica. C’è una inquietante tendenza al non-approfondimento, al non voler dialogare, ma aggredire è più comodo e veloce per tutti coloro i quali preferiscono fomentare e disinformare piuttosto che costruire luoghi di ascolto e condivisione”. Non si vuole più dialogare, dice la senatrice che sta chiedendo nuovi limiti alla libertà d’espressione. Davvero un prezioso contributo al dialogo, il suo.

Giorgio Nigra

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