Milano, 6 set – Sembrava che di Igor, il killer che ha seminato il panico nelle campagne del ferrarese dopo aver ucciso a Budrio il barista Davide Fabbri e la guardia volontaria Valerio Verri nel Mezzano, ci si fosse dimenticati. La psicosi, però, è tornata a farsi viva. A Milano. Ieri un maxi blitz delle forse dell’ordine si è svolto alla piscina Argelati, tra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese.

Mobilitati anche gli uomini delle Upoi, i reparti speciali della polizia in città da dopo l’attentato al Bataclan di Parigi, oltre a volanti e personale della Squadra Mobile, e agenti della Scientifica, che hanno passato al setaccio tutta la struttura, all’interno e all’esterno. Di Igor, però, come era prevedibile non c’era nessuna traccia. La Scientifica ha comunque raccolto reperti da refertare e archiviare, dato che nei locali seminterrati e scantinati della piscina sono state rinvenute tracce di presenza umana, ma pare assai più probabile che i locali siano stati utilizzati da qualche senzatetto per trascorrere le notti scorse, quando a Milano la temperatura si è abbassata.

A dare l’allarme, che si è poi rivelato essere un falso, è stata una segnalazione secondo la quale nei pressi della piscina che è chiusa dalla fine di agosto sarebbe stato visto un uomo che pareva armato. Una telefonata arrivata lunedì mattina al 113 che ha scatenato una nuova caccia all’uomo. La segnalazione che è stata presa sul serio, sembrava essere una buona pista da seguire per catturare il killer diventato fantasma ormai da mesi, ma che si è risolta ancora una volta in un nulla di fatto.

Igor probabilmente a Milano non c’è stato, o almeno non in questi giorni per dormire negli scantinati di una piscina chiusa dopo la fine della stagione estiva. La psicosi scatenata dalla sua efferata violenza e follia omicida, però, è ben presente anche a chilometri di distanza dalle zone dove lo scorso aprile il killer ha seminato morte e terrore.

Anna Pedri

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