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Roma, 4 ott – Che la realtà superi ormai la fantasia può, a tutta prima, apparire un asserto iperbolico, privo di aderenza alle cose come effettivamente sono. Forse, però, leggendo affermazioni come la seguente ci si può capacitare di quanto il suddetto asserto colga nel segno: “Ormai è chiaro che l’asse gialloverde non molla nonostante il nervosismo dei mercati e l’intervento della Bce”. 
Queste le surreali parole che potete leggere sul rotocalco turbomondialista e neoservile “La Repubblica“, la voce del padronato cosmopolitico e dei segugi di sorveglianza del potere speculativo-finanziario nemico dell’Italia. Non una virgola di più, non una di meno. Se ne deduce ciò che in fondo già sapevamo da tempo: il rotocalco demofobico e turbomondialista continua a svolgere egregiamente la sua funzione di bastione ideologico a sostegno dei mercati nervosi, della borsa apolide, della Banca Centrale Europea e, in generale, delle ciniche classi dominanti cosmopolitiche, che vivono in maniera parassitaria di rendite finanziarie e di sfruttamento dell’altrui lavoro.
Rileggendo il surreale brano estrapolato da “La Repubblica” (“L’Osservatore Romano” della mondializzazione infelice e dei mercati deregolamentati), se ne evince una conseguenza adamantina: il governo gialloverde – che per i turbomondialisti è l’inammissibile trionfo delle plebi nazionali-popolari sul patriziato cosmopolitico – dovrebbe cedere, dimettersi, cadere. Perché? Semplice, perché così vogliono i Mercati nervosi e scalpitanti e la taumaturgica Banca Centrale Europea. Ora, per gli euroinomani impenitenti del rotocalco, il fatto che enti privati e stranieri si oppongano al governo nazionale democraticamente desta scandalo.
Ma non, come sarebbe ovvio, perché appunto enti privati, stranieri e non democratici (Mercati, Bce, ecc.) cercano di rovesciare un governo che, al di là dei gusti, è espressione democratica di una volontà nazionale-popolare. No. A destare scandalo, per i demofobi cosmopoliti del rotocalco nostrano, è che suddetto governo, che non è gradito ai mercati e alla BCE, non si arrenda e non lasci a queste ultime entità private e sovranazionali la sacra decisione di quale governo formare un Italia (ça va sans dire, un governo di ossequiosi camerieri e di docili palafrenieri senza qualità).
A suffragio di ciò, si aggiunga questa ulteriore esternazione tragicomica del rotocalco turbomondialista: “Manovra, lo schiaffo all’Europa e anche agli italiani”. Ammesso e non concesso che si tratti di “schiaffo” (e sorvolando su questo lessico degno dei peggiori bar di Caracas ben più che di un quotidiano nazionale), per i mondialisti impenitenti prima viene sempre l’Europa. Poi, eventualmente, gli italiani (la cui volontà è falsamente presentata, peraltro, come coincidente con quella dei mercati finanziari e speculativi). Insomma, lo scopo della “Repubblica” è sempre più chiaro: guidarci nell’abisso o, se preferite, farci amare le nostre catene.
Diego Fusaro

3 Commenti

  1. Come al solito complimenti alla lucidità e capacità critica di Fusaro.
    Correggerei solo l’inserimento della parola Europa, credo piu’ opportuno citare le “attuali istituzioni, soprattutto economiche/ monetarie che hanno sede a Bruxelles”. Europa è il nostro continente, che pur travagliato da una storia costellata anche di guerre, è un pezzo della nostra identità e poco si identifica con Draghi, sig. ciucco ed altri funzionari.
    Spesso gli eurocrati schiacciano i sovranisti con il semi epiteto “antieuropei”, euroscettici, vera la loro osservazione ma questa è nei loro confronti non verso la nostra civiltà europea o il riconoscimento di un continente che si estende dall’atlantico agli Urali.

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