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Roma, 4 ott – “No, non faremo marcia indietro” sulla manovra se lo spread continua a salire. Parola del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Se tagli le tasse – ha aggiunto – aiuti la crescita, noi puntiamo a un’Italia che non cresce dello zero virgola, ma del due, del due e mezzo”. Così il leader della Lega a Radio Anch’io su Radio Rai 1.
Ma Salvini aggiusta anche il tiro sulle misure economiche nella manovra, alla luce della progressiva riduzione del deficit – rispetto a quanto annunciato inizialmente – decisa dal governo per calmare Ue e mercati. “Nella manovra ci saranno 16 miliardi per i due interventi principali, reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero. Ma in questa cifra ci saranno anche l’aumento delle pensioni di invalidità, il quoziente familiari, un premio alle famiglie numerose con contributo alla natalità”, spiega il vicepremier. “Quindi non ci sono 10 miliardi per il reddito?”, gli è stato chiesto. “Se la matematica non è un’opinione, se ce ne sono 7-8 per la Fornero, ce ne sono 8 per il reddito“, chiarisce Salvini. “Sull’abolizione della Fornero – spiega – l’investimento varia tra i 7 e gli 8 miliardi a seconda di quanti sceglieranno di andare in pensione nel 2019. Abbiamo scelto di non fare penalizzazioni e di non mettere paletti, come limiti di reddito. La Fornero è stata una legge ingiusta – ha ribadito – e va abolita”.
Poi il vicepremier punta ancora il dito contro “i toni di alcuni commissari europei, come questo Moscovici che dice che Italia è un paese xenofobo” o “Juncker che dice che facciamo la fine della Grecia“. “Questo governo – ribadisce – ha il gradimento del 60% degli italiani”.
E in merito al braccio di ferro ingaggiato con Bruxelles, Salvini ha invitato gli avversari della maggioranza ad andare a chiederne ragione “a chi sta a Bruxelles e passa le giornate a insultare il governo”. “Poi se qualcuno prima di noi ha preso impegni che portavano precarietà e insicurezza…”. Per quanto riguarda poi il lapsus del vicepremier Luigi Di Maio, che aveva detto “vogliamo costringere l’Unione europea a dirci di ‘no’ alla manovra“, ha commentato: “Preferisco essere promosso che bocciato“.
A proposito delle misure promesse in campagna elettorale, il leader della Lega spiega che verranno realizzate via via nelle prossime leggi di Bilancio. “Non possiamo fare in cinque mesi quel che altri non fatto in dieci anni“, replica Salvini a chi gli chiede se siano sufficienti due miliardi di risorse per la flat tax. “È incredibile che dopo i disastri che ha fatto il Pd ci si rimproveri: siamo qua da quattro mesi e la gente ha capito che, senza miracoli, facciamo quello per cui ci hanno votato, io nel mio su immigrazione, sicurezza, beni della mafia”.
Il titolare del Viminale ci tiene poi a sottolineare che nella manovra ci sarà “un piano di assunzioni straordinarie per circa 10 mila uomini e donne nelle forze dell’ordine.
Oggi il governo Lega-M5S presenterà il Documento di economia e finanza in Parlamento. Ieri si è tenuto un nuovo vertice di maggioranza, in cui si è deciso che il rapporto deficit/Pil resterà al 2,4% nel 2019, poi scenderà al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021.

Il dato politico è che ora che – un po’ a sorpresa, visto il chiaro disegno iniziale di farsi bocciare la manovra per sbancare alle europee cavalcando l’onda anti-Ue e sovranista – il governo giallo-verde ha abbassato il livello dello scontro con l’Ue, riducendo il deficit, c’è il rischio oggettivo che le misure promesse in campagna elettorale non verranno realizzate in tempi brevi. Anzi.
Adolfo Spezzaferro

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