Roma, 15 set – La scuola italiana e i crolli, le cadute di intonaco. Un problema di rischi – anche strutturali – in aumento drammatico, secondo i dati di Cittadinanzattiva riportati da Tgcom24.

Decine di crolli in un anno, la scuola italiana cade a pezzi

La scuola, già in difficoltà per il covid e per il caro energia, ora palesa anche l’emergenza crolli. Tra il settembre 2021 e il luglio 2022 ci sono stati infatti 45 episodi, tra crolli, distacchi di intonaco e finestre pericolanti in tutto il territorio nazionale: sedici di questi al Sud e sulle isole, 19 al Nord e un’altra decina al centro. Cittadinanzattiva riporta anche che in alcuni di questi casi c’è stato il ferimento di diverse persone, ma per fortuna molti dei crolli sono avvenuti di notte.

Strutture vecchie e inadeguate

L’analisi rileva anche quanto le strutture scolastiche italiane siano vecchie e malconce: più del 40% di esse è stato costruito, infatti,prima del 1976, più della la metà è privo delle certificazioni di agibilità statica e di prevenzione incendi. Il quadro peggiora con gli istituti secondari di secondo grado, che mostrano più di altri le crepe e le difficoltà struttuali. I fondi destinati, del resto, sono pochi e assegnati con incredibile lentezza, il che peggiora anche il problema delle classi sovraffollate, tutt’oggi non risolto e serissimo. Come serio è il quadro sismico: sono undici le regioni considerate ad alto rischio, sebbene tutte abbiano le scuole nella cosiddetta zona 2 (rischio medio-elevato). Nonostante quattro milioni e 300mila i bambini ed i ragazzi risiedenti in queste due zone, gli edifici adeguati sismicamente sono solo il 2%. Tra le regioni meno virtuose ci sono Lombardia, Liguria, Campania e Lazio.

Alberto Celletti

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