Roma, 23 lug – La guerra in Ucraina ha mostrato in maniera evidente le difficoltà e gli errori di miopia compiuti dall’Italia nell’ambito della politica energetica. Proposte elettorali sul modello di Movimento 5 Stelle e Verdi hanno prodotto una spinta politica che ha impedito al nostro paese di attingere alle proprie risorse energetiche, evitando l’estrazione di gas, petrolio e l’utilizzo di combustibili fossili per decenni.

Sovranità energetica e inverno in arrivo

Pertanto, la prospettiva di un inverno con duri razionamenti energetici e l’ovvia necessità di liberarci dal ricatto russo ha imposto al governo di perseguire la strada della diversificazione, che ha portato alla stipulazione di nuovi accordi commerciali con nazioni africane come l’Algeria. Tuttavia, le quantità di gas ed idrocarburi che otterremo da questi stati nel breve periodo non saranno sufficienti per sostituire totalmente le importazioni che giungono da Mosca. Inoltre, il prezzo per l’acquisto dall’Africa è comprensibilmente elevato, data l’opportunità da cogliere per degli stati piccoli ed instabili per incrementare il proprio guadagno e la stabilità economica nazionale. È necessario ribadire che il bisogno di approvvigionamenti ha reso utile e praticabile la scelta di attingere alle risorse di queste nazioni nel breve termine.

Cambiare passo

Tuttavia, questa possibilità dovrà essere ritenuta percorribile per il tempo utile al perseguimento della sovranità energetica nazionale. Infatti, sarà doveroso modificare la nostra strategia politica interna nell’ambito dell’energia ed impegnarci a rimettere in moto la totalità di centrali a carbone, rigassificatori e trivelle, oltre a promuovere l’utilizzo di rinnovabili ed energia nucleare. Sarà questa a lungo termine la strategia vincente, che potrà permettere all’Italia di acquistare da altri paesi quantità marginali di idrocarburi e gas, facilmente sostituibili in caso di nuova crisi geopolitica ed economica globale. La speranza è che il prossimo governo metta al centro della propria agenda questo fondamentale dossier, ponendo fine alla stagione delle politiche miopi.

Tommaso Alessandro De Filippo

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2 Commenti

  1. troppo poco,alessandro:
    noi dobbiamo puntare ad essere TOTALMENTE INDIPENDENTI dalle fonti energetiche
    che arrivano dall’estero.

    non sarà facile ovviamente…nessuno si aspetta questo,
    ma a noi italiani non è il genio che manca,bensi il coraggio di ripensare completamente il sistema,
    e la tenacia di tendere a quell’obbiettivo per decenni,se serve:
    gia adesso nei mesi estivi dobbiamo spegnere le centrali termoelettriche perchè ci sono
    dei picchi di potenza che le rendono inutili…
    e siamo solo all’inizio,delle rinnovabili:
    non ci vuole tanto ad immaginarsi una italia dove con l’eccesso di produzione da rinnovabili si produce idrogeno da elettrolisi da stoccare a compensare i cali di produzione rinnovabile,
    e centrali geotermiche
    idroelettriche come piovesse (anche micro)
    e nucleari di terza generazione in attesa del nucleare da fusione.

    per intanto,cosa si aspetta a costruire una fabblica di pannelli fotovoltaici in italia?
    forse ci manca la sabbia?
    e di pale eoliche?
    non credo proprio,che ci manchino le competenze…..

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