Roma, 14 set – E’ polemica a Ladispoli, provincia di Roma, per l’istituzione di corsi obbligatori di lingua romena all’Istituto comprensivo (elementari e medie) Corrado Melone. Una forzatura sul programma tradizionale, che il dirigente scolastico Riccardo Agresti ha motivato con il solito ritornello composto da parole d’ordine come “apertura, conoscenza, solidarietà”, dietro le quali si cela la solita ideologia immigrazionista: “Chi ha iscritto i propri figli a frequentare la “Melone” sa bene che la nostra Scuola ha come scopo fondamentale quella di generare pace, fratellanza e amore, ma queste possono nascere e progredire solo se esiste reciproca conoscenza”.

Ovviamente la decisione di Agresti ha generato numerose polemiche da parte dei genitori, alle quali il dirigente scolastico ha risposto con un tono di superiorità che farebbe invidia a Beppe Severgnini: “L’odio che traspare dall’ignoranza dei ‘leoni da tastiera’ (i quali, sapendo di non essere nulla, vogliono sentirsi superiori a chi nemmeno conoscono e dai quali avrebbero tanto da imparare) rappresenta solo una minima parte dei veri uomini e donne che sanno come la convivenza civile ed il rispetto reciproco siano le uniche armi per la sopravvivenza dell’umanità e la pace nel Mondo”.

Una vera e propria imposizione ideologica. Premiata tra l’altro dal governo romeno, che ha conferito ad Agresti una onorificenza per l’iniziativa. Diverso invece il sentimento dei cittadini di Ladispoli e di CasaPound, che ha duramente condannato l’iniziativa. “E’ una “distrazione” (in senso ovviamente atecnico) di fondi pubblici, pagati da quegli stessi genitori che criticano e giustamente si ribellano”, spiega Francesco Rossetti, referente locale di CasaPound, “se ne faccia una ragione, Preside Agresti, lei dirige una scuola pubblica, non una associazione ideologica o di categoria, non spettano a lei direzioni di politica sociale e di pseudo-integrazione. La nostra responsabilità dovrebbe essere quella di profondere ogni sforzo per insegnare per bene la nostra cultura”.

Davide Romano

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10 Commenti

  1. In tutti i Paesi del mondo chi arriva e vuole integrarsi, lavorare e sperare in un futuro nel Paese ospitante cerca e deve imparare la lingua.
    Evidentemente in Italia il buonismo Vaticancomunista vorrebbe distorcere anche questa ovvietà di convivenza.

  2. non frequentando tangenziali e lucciole,temo di non essere un esperto di contrattazioni sessuali;

    al contenpo non credo che parlando fluentemente romeno,albanese o nigeriano si possa strappare il
    prezzo migliore per del sesso mercenario; a questo punto però suggerirei a questo prete OPS preside poliglotta di integrare quella lingua con gli altri due idiomi più parlati dalle operatrici di settore…

  3. Ai romeni una cosa del genere non interessa, agli italiani lìobbligo fa solo incazzare, si tratta dell’ennesima scemenza di persone alienate prone all’utopia cosmopolita.
    Da mezzo-romeno e mezzo-siciliano posso dire che sarebbe come insegnare il siciliano a scuola, una cazzata pazzesca, se a casa lo parli lo impari, se non lo parli non muore nessuno, visto che è prioritario parlare fluentemente la lingua maggioritaria locale.
    Non è nemmeno uno strumento di integrazione perchè i romeni dal punto di vista linguistico sono in assoluto i più integrati visto che hanno la maggior affinità linguistica tra tutte le comunità straniere.
    Non so se questa iniziativa sia stata pensata per insegnare agli italiani il romeno, se così fosse sarebbe un abominio, inviso tanto agli italiani che ai romeni, che non concepiscono l’imposizione delle lingue minoritarie (es: ungherese).

  4. Ma quale preside??? Forse lo sarà per nomina ma non per competenza ed imparzialità………… è il solito comunistello che lancia slogan pacifisti,ipocriti e che vive in un mondo marziano…….conosco tanti romeni onesti,bravi,lavoratori e migliori di tanti italiani, anche del preside in oggetto,ma nessuno di loro ha mai chiesto di avere corsi mirati e specifici……..in ogni caso i presidi sono altro , il personaggio in oggetto è un cumunistoide. Punto.

  5. …non dovrebbe essere difficile ”accompagnarlo” fuori della scuola..bocca larga è troppo larga..gli ci entra
    tutta la ”rumenia”…incluse le palle…

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