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Il mazzo di rose rosse deposto all’ingresso del cimitero

Torino, 1 ott – Può un mazzo di fiori essere apologia di reato? Secondo l’Anpi, sempre pronta a vigilare e dare patenti di moralità, sì. Se un tempo però l’associazione si “limitava” a prendersela con i vivi, ora il passaggio qualitativo e “temporale”. Perché quel mazzo di fiori era, come centinaia di migliaia di altri nella ricorrenza di ognissanti, destinato al ricordo dei defunti.



Siamo a Venaria, comune dell’area metropolitana di Torino, noto ai più per la splendida reggia sabauda. Nel locale cimitero, in occasione della ricorrenza del primo novembre, un militante di CasaPound ha scelto di onorare, fra gli altri defunti, anche i cittadini che schierarono con la Repubblica di Salò caduti in battaglia o sommariamente fucilati dopo la fine delle ostilità. Una decisione accompagnata da un gesto semplice: un mazzo di rose rosse  depositato ai piedi della croce che, all’ingresso del cimitero, sovrasta l’ossario, accompagnato da un nastro tricolore recante la scritta “Ai martiri venariesi della Rsi”. Insieme alla composizione floreale, poi, ha sparso nelle immediate vicinanze dei fogli con i nomi dei defunti repubblicani dimenticati da tutti. “Dopo più di 70 anni, sarebbe un grande gesto di civiltà deporre le armi dell’odio e lasciare per sempre alle spalle un’epoca piena di dolore e di sangue”, aveva scritto il militante qualche giorno prima, preludendo al gesto, in una lettera inviata al sindaco della città, il quale si era rifiutato di apporre nello stesso cimitero una lapide in memoria di questi caduti.

Non l’avesse mai fatto. La sempre vigile Anpi, in assenza di una locale sezione magari proprio di CasaPound della quale contestare l’apertura in virtù della sempreverde memoria storia, ha trovato nuova linfa per ricordare a tutti che, nonostante di partigiani non si senta più parlare da oltre 70 anni, esiste ancora. Un iscritto all’associazione ha immediatamente allertato la Polizia Municipale, che di fronte alle accese rimostranze del soggetto ha provveduto a rimuovere le rose. “Non si possono esporre i simboli della Rsi perché è apologia di reato. E poi un mazzo di fiori proprio vicino al mausoleo che ricorda i caduti partigiani, è davvero brutto”, ha spiegato il novello vigilante dell’ortodossia resistenziale. Forse sarebbe il caso di spiegare all’Anpi e ai suoi iscritti che per i reati la competenza è della magistratura, mentre la disposizione urbanistica (cimiteri compresi) spetta ai tecnici comunali. E non vale la scusante dell’estasi irrazionale  provocata dai gesti di chi è in cerca dei proverbiali quindici minuti di celebrità.

Nicola Mattei

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5 Commenti

  1. VERGOGNA I MORTI SONO MORTI, OGNI CONSIDERAZIONE SOCIALE O POLITICA NON VALE. RILEGGETE A’ LIVELLA DI TOTO’

  2. ….pensavo che questa anpi ne avesse approfittato per intonare “bella ciao” come fatto durante il funerale di Dario Fo,Paracadutista Volontario del mitico BATTAGLIONE AZZURRO della RSI.

  3. purtroppo gli italiani sono stati interdetti , sottomessi alle ‘apologie ‘ai ‘populismi ‘ .. la vera realtà è essere inermi verso queste sudditanze .. passerà tutto ciò ? non so quando e come e soprattutto per merito di chi !

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