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l43-alba-dorata-140318175101_mediumAtene, 1 nov – La manifestazione per Giorgos e Manolis non s’ha da fare. Lo ha deciso Nikos Babalos, il sindaco del comune periferico di Neo Iraklio, a nord di Atene, che non ha autorizzato il corteo di Alba Dorata in memoria dei due ragazzi uccisi da un agguato il 1° novembre del 2013, ad Atene, davanti a una sezione del partito nazionalista greco. La motivazione del divieto è che “il quartiere vuole isolare il razzismo e non lasciar spazio alle manifestazioni fasciste”.

Si tratta, tuttavia, di un atto autoritario e ideologico. Del resto, quand’anche l’uccisione a sangue freddo e con metodi militari di due ragazzi non suscitasse umana comprensione, andrebbe quanto meno fatta una valutazione politica, dato che Alba Dorata è il terzo partito greco, rappresenta una grossa fetta della società ellenica, e limitarne ulteriormente l’agibilità politica – dopo che gran parte della sua dirigenza è stata incarcerata e i fondi che le spettano le sono stati tagliati – creerebbe una situazione difficilmente sostenibile. Alba Dorata, peraltro, ha già fatto sapere che sarà in piazza, con o senza autorizzazione. Il corteo di stasera a Neo Iraklio, quindi, si farà, partendo dal luogo dell’omicidio per raggiungere il cimitero dove riposano Giorgos e Manolis.

Intanto un video diffuso in rete fa capire bene il clima politico greco: fuori dal tribunale dove si svolge il proceso ai dirigenti di Alba Dorata degli anarchici inscenano una fitta sassaiola barricandosi in una casa popolare mentre contemporaneamente il Partito comunista sfila davanti al palazzo di Giustizia.

 





Roberto Derta

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