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“Lavoratori ostaggio di Landini”: perché sullo sciopero Cgil ha ragione Salvini

by Aurelio Del Monte
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Landini Salvini

Roma, 13 nov –  Maurizio Landini nelle mire di Matteo Salvini. Ed è difficile non dare ragione al ministro dei Trasporti, intervenuto sull’ennesimo sciopero farsa – oltre che enormemente dannoso – organizzato venerdì 17 novembre da Cgil e compagni vari.

“Italiani ostaggio di Landini”, così Salvini attacca la Cgil

Come riporta il Giornale, lo sciopero di venerdì è primo di cinque «appuntamenti» già fissati per tenere praticamente in ostaggio tutto il Paese. Perché se  i lavoratori di Cgil e Uil, dunque, incroceranno le braccia per chiedere più diritti, più dignità (senza rigorosamente ottenerli) e se ci saranno le solite “fasce orarie saranno garantite” ci saranno anche i soliti milioni di altri italiani, ugualmente lavoratori e ugualmente destinatari di diritti insindacabili, in difficoltà. Così, commentando l’operazione di Landini, Salvini attacca, e la nota della Lega recita: “Milioni di italiani non possono essere ostaggio dei capricci di Landini che vuole organizzarsi l’ennesimo weekend lungo in vista dello sciopero incredibile la mancanza di ragionevolezza della Cgil che, come certificato dal Garante, ignora perfino l’abc delle mobilitazioni, così come chiarito dal ministro Salvini. In nessun caso il settore trasporti potrà essere paralizzato per l’intera giornata”. Landini, dal canto suo, replica: “Salvini, che in vita sua non ha mai lavorato, pensa al suo weekend. Capisco il suo nervosismo”.

La sterilità di scioperi inutili

Scioperi che non servono a niente se non per fare teatro. Questa è la cinica verità delle manifestazioni di “protesta” di Landini e soci. L’unico risultato utile è quello di mettere altre centinaia di migliaia di lavoratori nei guai o comunque in uno stato di perenne difficoltà, nonostante le fasce garantite (che, lo sanno anche i sassi, non cancellano i problemi per giungere sul posto di lavoro, specialmente nelle città più popolose). Salvini ha quindi perfettamente ragione ha parlare di “ostaggi”, perché non è possibile vederla in modo diverso. Specialmente con un sindacato che ciarla su salari minimi e fatica a superare la figuraccia scoperchiata qualche tempo fa di contratti firmati anche a 5 euro l’ora.

Aurelio Del Monte

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