Roma, 20 giu – Da sempre, Roma, ha basato il suo operato sul rispetto della Giustizia e del diritto delle genti. Nulla poteva essere mosso e ottemperato se non conforme al Fas (legge degli Dèi). Ad esso era strettamente correlato lo Ius, ossia tutte le leggi concernenti gli uomini e la società. L’ordine della civiltà veniva reso possibile da una precisa e organica tripartizione della stessa. Tre aspetti dunque, funzionali, complementari e fondamentali, corrispondenti alle caratteristiche della cosiddetta triade, sacra e arcaica di Roma. Se provassimo ad immaginare Roma come un albero, lo immagineremmo come una quercia, albero sacro a Giove, padre della giustizia e del diritto. L’albero pone le sue radici nella terra, dal quale ne trae nutrimento e vita. La terra, Quirino, che dà nutrimento all’albero, permettendone la crescita e lo sviluppo.

Ma si sa, soprattutto all’inizio, una pianta è esposta a numerosi attacchi esterni (parassiti, animali ecc…), per questo è necessario porre una barriera, una difesa, un muro (nel caso delle piante spesso è una rete metallica), che abbia la funzione di difendere, di proteggere il germoglio dai primi istanti di vita. La difesa dei confini, di cui Marte è padrone. Perché la pianta cresca serena e forte, è necessario che ogni funzione, ogni elemento, svolga la sua mansione alla perfezione. Se la terra fosse infertile, dura, restia a prendere acqua, non permetterebbe l’attecchimento ed il nutrimento delle radici. Se la rete di difesa non fosse stabile, permetterebbe l’attacco da parte di animali e parassiti. È fondamentale, dunque, che vi sia una Concordia tra i vari elementi, senza la quale lo sviluppo non sarebbe possibile.
Per chi custodisce una visione sacra e profonda della militanza e, romanamente, incarna tutte e tre le funzioni, questo “albero”, con tutte le sue componenti, è costantemente visibile. Ogni volta che si raccolgono dei consensi, sempre più ampi, si è terra che nutre il principio, l’Idea. Si è Quirino. Quando ci si schiera a difesa di un quartiere, di un banchetto, piuttosto che di un qualsiasi avamposto di civiltà, si è rete metallica che difende (Marte) la quercia sacra, la nostra civiltà, il nostro diritto di affermazione. Il militante svolge al meglio la sua funzione, qualunque essa sia, che si tratti di raccogliere firme, candidarsi a sindaco o schierarsi in prima linea. Ogni militante, da Romano, è consapevole di potere e dovere, all’occorrenza, incarnare ogni funzione, affinché sia il più possibile utile allo sviluppo dell’albero della nostra civiltà. Che si sia sempre consci delle proprie origini, fisiche e spirituali. Le Forze che fecero grandi Roma, rese visibili nell’ottemperanza delle tre funzioni, sono ancora vive e presenti sul sacro suolo europeo. Sta a noi, con ogni singola azione, alimentarle affinché si possa riaffermare il principio Sacro di Roma.
Marzio Boni

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