Roma, 1 lug – Da sempre sono gli animali più fedeli all’uomo. Teneri e al tempo stesso guerrieri, i cani consegnano le proprie vite nelle mani dei rispettivi padroni, riconoscendone l’autorità e, all’occorrenza, arrivando a morire per loro. Spesso, purtroppo, usati dai propri padroni in combattimenti clandestini, oppure abbandonati lungo le carreggiate autostradali, specie in questo periodo vacanziero, essi riscoprono nella lotta e nel randagismo la loro più selvaggia identità. Una recentissima ricerca inglese, infatti, ci svela oggi le millenarie radici di questi animali: i lupi.

La ricerca

Secondo la rivista Cosmos, un nuovo studio condotto sul DNA antico indica che i migliori amici dell’uomo provenivano da due diverse popolazioni di lupi. La ricerca copre un totale di 100.000 anni e ben 30.000 generazioni canine. Il dottor Pontus Skoglundd del Francis Crick Institute di Londra, ed i suoi colleghi, hanno analizzato i 72 genomi di antichi lupi i cui resti sono stati trovati in Europa, Siberia e Nord America. Lo studio è stato fatto dunque indagando tra cani e lupi.

Discendenti dai lupi

Gli scienziati hanno poi anche analizzato i dati dei genomi di cani e lupi. Lo studio ha quindi sequenziato 68 lupi moderni, 169 cani contemporanei e 33 antichi. I primi cani studiati, provenienti da Siberia, Americhe, Asia orientale ed Europa, discenderebbero da una specie di lupo eurasiatica orientale. Anche gli esemplari di cani provenienti da Medio Oriente, Africa ed Europa meridionale, sembrano avere origine da questa specie eurasiatica orientale e da una seconda popolazione distinta. Essi sono imparentati con i lupi moderni nell’Eurasia sud occidentale.

Un’antica mescolanza eurasiatica

Lo studio su cani e lupi suggerisce anche che, nei secoli, i lupi sono stati addomesticati in più occasioni mescolandosi con i cani. Può anche essere che la specie di lupo eurasiatica orientale sia però stata addomesticata solo una volta. Questi primi cani si sono poi però mescolati con i loro parenti selvatici.

Mutazioni nell’era glaciale

“Abbiamo trovato diversi casi in cui le mutazioni si sono diffuse all’intera specie di lupo, il che era possibile perché la specie era connessa su grandi distanze”. Ha affermato ancora Skoglund. In particolare, il ricercatore sostiene che un gene legato alla forma del cranio e della mascella si è diffuso ad ogni lupo in soli 10.000 anni, tra 30.000 e 40.000 anni fa. Questo cambiamento potrebbe aver permesso ai predatori di adattarsi alle prede disponibili durante l’era glaciale.

Balliamo coi lupi

Ad oggi, anche se le differenze sembrano abissali, la corrispondenza tra cani e lupi è ancora molto marcata. Dall’aspetto fisico agli istinti più selvaggi, essi trovano in natura una somiglianza, anche caratteriale, che difficilmente l’uomo riuscirà a debellare. Oggi vediamo sempre più lupi addomesticati, certo. Allo stesso tempo troviamo, soprattutto nei paesi dell’est europeo, cani randagi che vagano in branco, minacciosi e allo stato brado. Già sopravvissuti all’era glaciale, forse oggi l’antico istinto di questi animali li porterà a prestare maggior attenzione ai loro padroni e alle nuove minacce elaborate dall’uomo moderno.

Andrea Bonazza

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2 Commenti

  1. Nel est europeo… basta dargli da mangiare e bere quindi vivono con tè in piena fratellanza e comprensione da compagni di ventura o sventura, quadrupedi. San bene come ricambiare attivamente, anche segnalando il possibile pericolo foresto…

  2. […] Nel 2019, i ricercatori hanno trovato tracce umane tra strati di sedimenti, contenenti semi di una pianta acquatica che cresceva intorno all’antico lago del New Mexico. La scoperta ha presentato una rara opportunità. Gli scienziati hanno potuto infatti datare al radiocarbonio i semi per ricavare un’età approssimativa delle impronte. I risultati, hanno confermato la presenza di esseri umani, presenti in zona tra i 23.000 e i 21.000 anni fa. Durante l’era glaciale. Era un periodo in cui gran parte del moderno Nord America era sotto il ghiaccio. […]

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