Roma, 2 lug – Il mese di giugno ha portato il boom dell’inflazione in Italia: secondo le stime dell’Istat l’indice italiano dei prezzi al consumo per la collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dell’1,2% su base mensiledell’8,0% su base annua. A maggio avevamo il +0,8%, dal +6,8% di aprile.

I dati Istat

Preoccupano non poco i dati Istat. “A giugno l’inflazione accelera di nuovo salendo a un livello che non si registrava da gennaio 1986 (quando fu pari a +8,2%)”. Il commento dell’Istat al proprio studio, non lascia molti spiragli positivi. “Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai beni energetici agli altri comparti merceologici, nell’ambito sia dei beni sia dei servizi. Pertanto, i prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +3,8%) e al netto dei soli beni energetici (+4,2%) registrano aumenti che non si vedevano rispettivamente da agosto 1986 e da giugno 1986».

Tutto è in aumento

“Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai beni energetici agli altri comparti merceologici”. Le dichiarazione dell’Istat sono dunque tutt’altro che rassicuranti. Abbiamo di fronte rincari del 39,9% per i beni energetici non regolamentati come i carburanti e del 64,3% per quelli regolamentati, ma anche aumenti dell’8,8% per i beni alimentari e ancora più alti per la frutta e la verdura fresche. Anche per i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+5%) e per i servizi relativi ai trasporti (+7,2%), i rincari, come si può verificare dai dati Istat, non sono da meno. L’inflazione di beni energetici e alimentari freschi, segna una punta massima del +3,8%. Questo è il livello più alto registrato dall’agosto 1996.

Un grave campanello di allarme

Oltre al popolo oramai sfinito dal crescente carovita, i dati Istat preoccupano anche i sindacati e la politica, anche se pur sempre troppo immobili data la situazione di estrema gravità. Le associazioni imprenditoriali come quelle dei consumatori, gli investitori e gli economisti, stanno lanciando un campanello di allarme continuo allo Stato per questa situazione di crisi nazionale. I danni ai quali porterebbe questa crisi, potrebbero avere pessime conseguenze come in Italia mai si sono viste prima. Purtroppo, però, politica e istituzioni sembrano non sentirci da questo orecchio. E pensare che lo chiamavano il “governo dei migliori”.

Andrea Bonazza

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4 Commenti

  1. E’ il “padre nostro” finanziario: rimetti a noi i ns. debiti come noi li rimettiamo ai ns. debitori…

  2. Si fottessero tutti i politici e le istituzioni.
    Ci faranno fare la fine della Grecia se non peggio.
    È il loro obbiettivo, stanno semplicemente eseguendo degli ordini che arrivano sempre da quei 4/5 ricchi ricchissimi, che si sentono padroni del mondo, onnipotenti, ma forse dimenticano che tra 10/15 anni la maggior parte di loro sarà sotto 2 metri di m……

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