Roma, 1 lug – Si preannunciano tempi difficili per le nostre vacanze estive. L’inflazione ha fatto volare i prezzi e le pressioni – inizialmente concentrate sul settore energetico – si sono ormai diffuse anche ai trasporti e all’alimentare.

Vacanze a rischio

Volano i prezzi: inflazione mai così alta dagli anni ’80. È quanto riporta la stima provvisoria dei prezzi al mese di giugno dell’Istat. Secondo la prima stima dell’Istituto nazionale di statistica, a giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (indice Nic) ha registrato un aumento mensile dell’1,2% e dell’8% su base annua (dal 6,8% del mese precedente) portandosi ai massimi da oltre 36 anni. L’Istat sottolinea come il livello annuo raggiunto a giugno sia il massimo dal gennaio giugno l’inflazione accelera di nuovo salendo a un livello (+8,0%) che non si registrava dal gennaio 1986 (quando fu pari a +8,2%). Il quadro non cambia in Europa, anzi. L’inflazione nell’Eurozona continua a macinare record: a giugno ha toccato l’8,6%, (contro l’8,1 di maggio), un livello mai registrato da quando è stata creata l’Unione economica e monetaria. Lo stima flash sull’andamento dei prezzi al consumo è stata resa nota da Eurostat. La principale componente a incidere sulla crescita dell’inflazione media è stata l’energia, comparto nel quale l’aumento su base annua è stato a giugno del 41,9% rispetto a 39,1% di maggio.

Inflazione record

“Alla luce di queste dinamiche e delle persistenti tensioni che agitano i mercati delle materie prime – dichiara l’Ufficio studi della Confcommercio in una nota – diventa sempre più complicato ipotizzare un rientro delle tensioni inflazionistiche nel breve periodo. Elemento che rende sempre più concreta la possibilità di un’inflazione, nella media del 2022, superiore al 7% e di un rientro molto graduale nel 2023, con inevitabili pesanti effetti sul reddito disponibile e sul potere d’acquisto della ricchezza detenuta in forma liquida da parte delle famiglie, con conseguenti riverberi negati sui comportamenti di spesa. Se, al momento, gli effetti sui consumi appaiono ancora limitati – conclude Confcommercio – è molto probabile che da settembre le famiglie saranno costrette a una selezione degli acquisti, con gravi effetti negativi sui consumi e, quindi, sul Pil”. La corsa dei prezzi, ovviamente, avrà ripercussioni immediate sulle vacanze degli italiani. I dati mostrano un aumento del prezzo dei biglietti aerei che rispetto al 2021 segnano un +90,4% con un aumento del 23,8% rispetto al dato di maggio. Oltre ai prezzi di diesel e benzina – saliti alle stelle – si registra un aumento generalizzato nei servizi relativi ai trasporti (+7,2% annuo; +2% da maggio) come anche i prezzi di alberghi, B&B e villaggi: +18,1% annuo e +5,8% rispetto a al mese precedente. Si prospettano tempi duri per il turismo.

Sergio Filacchioni

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2 Commenti

  1. Il vero “turismo rivoluzionario” è stare a casa nostra, confortevole, aperta agli amici al sole ed agli ospiti, produttiva quanto basta, … partiamo da qui. Non vogliamo carceri con le sbarre ma neppure senza!

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