Lecce, 11 giu – C’era un mugnaio a Potsdam che, credendo fermamente nella sacralità della giustizia, intraprese una tenace lotta contro l’imperatore confidando nel fatto che ci sarebbe stato “un giudice a Berlino”. Il tempo ripagò la sua fiducia e il verdetto di un giudice equo e imparziale confermò quanto fosse stato lungimirante a credere con fermezza nella legittimità delle proprie pretese. Sul solco tracciato dal mugnaio nella lotta contro i grandi poteri, l’associazione Blocco Studentesco, non accettando il provvedimento emesso dall’Università del Salento, ha intrapreso la propria lotta avviando una lunga battaglia giuridica per ottenerne l’annullamento.
Dal 2011 il Blocco Studentesco è ufficialmente riconosciuto dall’Ateneo salentino tra le associazioni studentesche, nel 2016 però alcune associazioni di sinistra, che rappresentavano la maggioranza all’interno del Consiglio degli studenti dell’Ateneo salentino, ne avevano bocciato la consueta richiesta annuale, nonostante il parere positivo della Commissione per il diritto allo studio. La questione era poi rimbalzata al rettore che ha illegittimamente investito il Senato accademico come arbitro della disputa, anche in questo caso il parere è stato negativo e la questione è poi passata dalle aule accademiche a quelle dei tribunali. Lo scorso gennaio poi, il Consiglio di Stato, chiamato ad esprimere il proprio parere sulla questione, ha emesso l’ordinanza nella quale accoglieva l’istanza dell’associazione Blocco Studentesco, in quanto “non presenta contenuti di per sé incompatibili con i valori costituzionali e quindi non vale a qualificare di per sé l’associazione stessa come contraria agli scopi istituzionali dell’università”.
La decisione segnava una prima svolta nella tortuosa vicenda che finalmente può dirsi conclusa con la sentenza emessa dalla sezione leccese del Tar, il quale ha accolto il ricorso dell’associazione condannando l’Ateneo al pagamento delle spese processuali e annullando il provvedimento impugnato. Il Tar, in linea con il parere espresso dal Consiglio di Stato, ha dichiarato, contrariamente a quanto affermato senza fondamento alcuno dai promotori dell’istanza di esclusione dell’associazione dall’Università, che il Blocco Studentesco “non presenta contenuti di per sé incompatibili con i valori costituzionali e quindi non vale a qualificare di per sé l’associazione stessa come contraria agli scopi istituzionali dell’Università, come previsto dal regolamento”. L’autorità procedente ha dunque accolto il ricorso, annullando un provvedimento che, oltre ad essere privo di motivazioni, è stato il frutto di un iter non coerente con le norme previste per questo tipo di decisioni.
“Ad oggi – si legge in una nota diffusa dal Blocco Studentesco – non possiamo che dirci grandemente soddisfatti e ripagati del rammarico provato quando siamo stati costretti a constatare la parzialità di un ente pubblico piegato agli isterismi di chi poco democraticamente voleva mettere il bavaglio alla nostra voglia di fare sindacalismo studentesco”. Il Blocco Studentesco può dunque affermare “esiste un giudice anche a Lecce”.

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