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Roma, 21 nov – Su tutti i giornali è stato dato ampio risalto alla recente scoperta dell’ultimo meraviglioso affresco a Pompei, in cui è rappresentata la regina spartana Leda, amata da Giove. “È la stessa dimora – precisa il direttore del parco archeologico del Vesuvio, Massimo Osanna – nell’ingresso della quale l’estate scorsa era stata ritrovato un Priapo nell’atto di pesarsi il fallo, immagine simile a quella molto conosciuta che decora l’ingresso della celeberrima Villa dei Vetti”.
Per chiarire meglio il simbolismo, se possibile, considerato che i simboli comunicano immagini e valori direttamente ad ognuno di noi, è necessario raccontare il mito greco della regina Leda: Zeus, decide di donare agli uomini il suo seme divino e possiede la bella regina, seppur celato dietro l’apparenza del cigno. Due uova faranno da incubatrici rispettivamente a Castore e Polluce (i cosiddetti Dioscuri) e a Elena e Clitemnestra.
Anzitutto il cigno, simbolo di purezza e bellezza, legato alla Dea Venere per le sue caratteristiche, cantato nei secoli da filosofi, poeti e musicisti. Platone, ad esempio, nel Fedone riporta che i cigni, quando sentono sopraggiungere la morte, cantano felici (l’etimologia del cigno riporta proprio al canto) perché stanno per ricongiungersi con l’essenza divina. Nell’epopea del Graal, il cigno è l’animale che traina la barca dell’eroe del Lohengrin, mirabilmente messo in musica da Wagner , secoli dopo.
I gemelli divini Dioscuri, poi, erano noti e venerati nell’antica Roma, dove avevano un tempio dedicato nel Foro che richiamava la loro apparizione nella battaglia del lago Regillo. In quell’occasione si tramanda che due giovani, dall’aspetto possente e bello, identificati poi proprio nei Dioscuri, si posero alla testa della cavalleria e guidarono la legione alla Vittoria. La sera furono poi avvistati nel Foro romano nuovamente, mentre abbeveravano i cavalli alla fonte di Giuturna, annunciando la vittoria romana.  Proprio ai Dioscuri si è ispirato un sodalizio magico operativo, che ha tra gli obiettivi la rinascita di Roma con il motto di Roma Renovata Resurgat!
Infine due figure femminili, Elena, simbolo supremo di bellezza, offerta a Paride da Venere per averla scelta nella contesa con Atena ed Era, scatenata dalla Dea della discordia Eris, con il lancio di una mela accompagnata dalla frase “alla più bella”. Clitemnestra poi, protagonista della prima fase della guerra di Troia, insieme alla figlia Ifigenia, destinata al sacrificio per placare l’ira di Artemide.
Molto si potrebbe scrivere e argomentare su questi temi, ma lasciamo ai lettori l’immagine parlante di Giove che, riemerso dalle ceneri del Vulcano e dalle nebbie dei secoli, dona nuovamente il principio divino alla regina Leda, simbolo di forza e bellezza, generatrice di guerrieri ed eroi. Determinate forze non scompaiono, sembrano celarsi per lunghi periodi, in attesa che uomini degni sappiano nuovamente incarnarle. Così sorse Roma.
Marzio Boni

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