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Ultimatum Lega BerlusconiRoma, 2 lug – Dopo aver sostenuto Parisi a Milano insieme a Lupi e a Forza Italia, dopo aver chiamato Berlusconi sul palco a Bologna quando l’ex premier era in piena ambiguità post-Nazareno, dopo aver indetto la sua “Leopolda verde” a Parma davanti a diversi esponenti forzisti che, al pari persino di alcuni leghisti, non hanno fatto altro che parlare di un nuovo centrodestra da rinsaldare – dopo tutto questo, Matteo Salvini lancia l’ennesimo ultimatum a Berlusconi e Forza Italia.

Dicendo tutte cose sacrosante, se non fosse, però, che è la centesima volta che le dice. “Leggo di ipotesi di sostegno a Renzi – aggiunge il segretario leghista – di ‘ni’ al referendum…, patti chiari amicizia lunga: non c’è più tempo da perdere: o si viaggia tutti insieme. O la Lega va da sola”. Salvini si riferisce all’appello del presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, lanciato a Berlusconi affinché Fi aiuti il premier Matteo Renzi contro il “pericolo 5Stelle”.

Ma il legame fra Berlusconi e Renzi non è episodico, è strutturale. Forse era ora di averlo capito. “La maggioranza degli italiani è alternativa a Renzi, alla sinistra e agli stessi 5 Stelle. Quindi direi che non è più tempo e non ho più intenzione di passare l’estate a parlare di primarie, di premiership, di cosa fa Berlusconi. Come Lega abbiamo una decina di punti di programma, chi ci sta è il benvenuto, ma non accettiamo più il piede in due o tre scarpe. Tradotto, chi a Bruxelles sta con la Merkel e sta con questa Ue, non sta con la Lega”, spiega Salvini. Quindi sostanzialmente si chiede a Forza Italia di uscire dal Ppe e di cambiare radicalmente la sua natura. Ma non sarebbe meglio rompere direttamente anziché lanciare ultimatum di questo genere? Anche perché poi la conseguenza è che se lanci gli ultimatum, poi devi agire di conseguenza. Eppure il tono sembra un po’ il solito: tanto rumore per nulla.

Giorgio Nigra

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