Roma, 1 nov – Uno tra i principali processi che hanno caratterizzato la storia degli ultimi trent’anni è il fenomeno della globalizzazione, il quale ha portato con sé conseguenze economiche e sociali disastrose. In questi ultimi anni alcune contingenze storiche hanno ormai posto fine alla globalizzazione classica, a quella espansione sia economica sia ideologica impregnata di neoliberismo e colonizzazione a stelle a strisce che oggi sembrerebbe essere arrivata alle sue colonne d’Ercole. Ma secondo diversi economisti, ormai si deve parlare di un diverso tipo di globalizzazione, spinta dal digitale e dall’intelligenza artificiale, come evidenziato da Baldwin nel suo “Rivoluzione globotica”.

Le strade della rivoluzione digitale

La rivoluzione digitale spalanca moltissime porte, con un vasto numero di possibilità e sentieri percorribili, può essere terrificante o ancora di salvezza, sicuramente è inarrestabile. La diffusione massiccia di Internet e della banda larga ha permesso tra le altre cose di poter lavorare da casa, una vera a propria globalizzazione degli uffici: mentre è possibile porre barriere alle merci, molto meno facile è porle alla circolazione delle informazioni, rendendo così questo processo molto funzionale alle prerogative del mercato capitalista e deregolamentato. Il continuo scambio di merci ha subito delle battute di arresto per le crisi finanziarie, pandemia, guerre e mancanza di materie prime, quello che non si ferma è la crescita di scambi di servizi, inglobati anch’essi nella sfera delle transizioni economiche costi-benefici.

L’uomo viene sacrificato

L’industrializzazione digitale, voluta in primis da quei pochi che governano la tecnologia, sembra essere a completo favore loro. Nazioni come Usa e Cina ma soprattutto aziende come Meta, Amazon, Microsoft, Netflix, Apple e le cinesi Baidu, Alibaba e Tencent diventeranno i padroni incontrastati. Il capitalismo sta attuando una mutazione interna a seguito di contingenze che hanno portato a delle difficoltà nel suo auto accrescimento: in tutto questo l’uomo è l’elemento maggiormente sacrificabile alle logiche di mercato, con esiti sempre più oscuri.

Andrea Grieco 

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