Birmingham, 6 feb — Si rifiuta da mesi di mandare a scuola il figlio perché si dichiara contrario all’obbligo, per gli alunni dell’istituto, di assistere alle lezioni di gender per bambini: ora rischia una multa di 2500 sterline e il carcere fino a 3 mesi. Succede a Birmingham, nella civilissima Inghilterra, dove gli unici rimasti a opporsi alla dittatura — vera e con tanto di leggi liberticide — Lgbt sono gli immigrati di fede islamica.



Bambini confusi

Protagonista della vicenda, infatti, è Jabar Hussain, 51 anni; in guerra con la Parkfield Community School di Alum Rock e il consiglio cittadino, ha dichiarato a Metro Uk che il programma scolastico gender-friendly è incompatibile con i suoi diritti civili e la sua confessione musulmana. Hussain sostiene inoltre che le lezioni pro Lgbt imposte dalla direzione della scuola generano confusione nei bambini sulla loro identità sessuale: pertanto, la decisione del consiglio cittadino di denunciarlo per il suo rifiuto viola i suoi diritti umani.

Nessun indottrinamento

Non voglio che si insegni a mio figlio che ‘è ok essere gay’. Quel programma promuove l’omosessualità e il transgenderismo”, dichiara l’uomo, puntando il dito contro Andrew Moffat, l’insegnante, dichiaratamente omosessuale, autore delle lezioni incriminate. “Non siamo contrari al fatto che una persona possa esprimere la propria sessualità, se è quello che vuole. Non abbiamo problemi se Mr. Moffat vuole mettersi una gonna o un vestito da donna. Abbiamo invece problemi se insegna queste nozioni senza alcun senso ai nostri bambini”.

La protesta

Il volume Vi presento Teddy, usato come “libro di testo” del corso gender, è stato messo sotto accusa da Hussain e mostrato come esempio di degenerazione. Il libro parla di un bambino, Teddy, che preferirebbe essere una bambina. Le proteste, guidate dai cittadini di religione musulmana, sono iniziate nel 2019, quando più di 300 tra genitori e alunni si riunirono fuori dai cancelli della scuola elementare per protestare contro l’obbligatorietà delle lezioni Lgbt.

Cristina Gauri

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6 Commenti

    • Ma qua non è questione di tradizione inglese: è questione di buonsenso di specie. E se a difenderlo ormaia sono rimasti solo i musulmani, allora diciamo che KO c’è andato tutto l’occidente.

  1. Mi dispiace sentitamente, dare ragione a un islamico, ma sono completamente d’accordo con il suo punto di vista. Lasciare indottrinare i propri figli da persone che non si accettano, e hanno una tremenda confusione dentro le proprie teste, non è tollerabile. Ogni adolescente, ad un certo punto della propria crescita, si è chiesto quale potesse essere la sua propensione sessuale, è un processo naturale che non deve minimamente essere influenzato. Quando, verso i 12/13 anni, capitò a me, mi resi conto che i maschi erano miei compagni di giochi ma non provavo assolutamente attrazione verso di loro, mentre le femmine esercitavano un richiamo di natura carnale, che negli anni successivi crebbe a dismisura. Il mondo Occidentale sta deragliando verso una china permeata di follia, si dibatte su argomentazioni assurde che dovrebbero appartenere alla sfera privata del singolo individuo; si può istruire gli adolescenti sull’educazione sessuale, non plagiare le menti plasmabili con indicazioni fuorvianti. La scuola ha il compito di fornire informazioni di natura nozionistica utili al proseguimento dell’altrui esistenza, nient’altro, la propaganda deve essere bandita e ostracizzata.

  2. chi combatte l’Islam – quello genuino, non le perversioni wahabite – indebolisce il fronte tradizionale in nome di un Occidente che non ci appartiene come Europei

  3. Far capire ai bambini che esistono delle diversità sessuali li aiuta in anzi tutto a capire come è fatto il mondo e poi se a uno piace una cosa cerca quella non è possibile “indottrinare” e inoltre debellerebbe molta omofobia e discriminazione, le diversità sessuali sono decine e decine non si è solo etero o gay, ci sono addirittura persone etero che amano vestirsi e comportarsi come laltro sesso quindi dal momento che il 90% dei bambini ha genitori etero che neppure pensano a dire ai propri figli che esistono persone a cui piace qualcosa di diverso…
    Così una società continua a vedere l’omosessualità come un tabù e non ha senso, a me non importa cosa una persona faccia con il suo pene o vagina e non capisco perché qualcuno dovrebbe preoccuparsi di cosa ne faccio io, oggi vado con le donne, se domani vorrò andare con un uomo ci andrò ma se permettete sono affari miei e io quindi non capisco perché si debba far vedere ai bambini l’omosessualità come un tabù, ragazzi, 10000 anni di storia dell’uomo non sono ancora bastati a farvi capire che finché io non insulto o danneggio un altro posso fare ciò che voglio?
    Perché questa costante prontezza a giudicare dai la vita è già breve non fatela diventare invivibile

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