Roma, 6 feb – Allarme alla Cecchignola: c’è un caso sospetto di coronavirus tra i 56 italiani rientrati da Wuhan, epicentro dell’epidemia in Cina, e attualmente in osservazione nella città militare alla periferia di Roma. Lo hanno rivelato le analisi condotte sui tamponi. I medici – fa sapere il ministero della Salute – hanno deciso ulteriori accertamenti che verranno eseguiti sul soggetto che è stato trasferito e messo in isolamento all’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. “Vi è qualche sospetto di positività per uno dei nostri connazionali che ha viaggiato per il rientro in Italia tra domenica e lunedì. Giustamente ora si procede con l’iter diagnostico allo Spallanzani di Roma. È ancora presto per dire se vi è una positività o meno ma ovviamente il nostro livello di allerta è tale che non facciamo sfuggire nulla: se vi è un sospetto, deve essere confermato”, spiega il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri.



Restano in prognosi riservata i due turisti cinesi positivi al virus

Sono stabili, e pertanto ancora critiche, le condizioni della coppia di turisti cinesi, positivi al coronavirus e ricoverati da 8 giorni allo Spallanzani. Le condizioni della coppia si erano aggravate circa 48 ore fa e, permanendo lo stato di gravità, si trovano ancora in terapia intensiva. “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al test del nuovo coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche restano invariate, con parametri emodinamici stabili. La prognosi resta tuttora riservata“, si legge nel bollettino medico diramato oggi dallo Spallanzani.

I due coniugi in terapia antivirale sperimentale

I due coniugi cinesi “ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili”. Il lopinavir/ritonavir, spiegano i medici, è un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da Hiv che mostra attività antivirale anche sui coronavirus. Il remdesivir invece è un antivirale già utilizzato per la malattia da virus Ebola, ed è potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus.

Sono nove i pazienti tuttora ricoverati allo Spallanzani

Le 20 persone asintomatiche tuttora in quarantena che sono state a contatto con la coppia cinese “sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”, fanno sapere i medici dello Spallanzani. Che concludono: “Nove pazienti sono tuttora ricoverati: 2 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva), 4 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 3 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici“. “Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione – è ancora scritto – 41 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi 32, risultati negativi al test, sono stati dimessi”.

Sulla nave in quarantena in Giappone 35 italiani

Sulla nave da crociera Diamond Princess che staziona nella baia di Yokohama, in quarantena al largo del Giappone, ci sono anche 35 italiani di cui 25 membri dell’equipaggio. Sulla nave, che tra passeggeri ed equipaggio trasporta 3.700 persone, ci sarebbero venti passeggeri positivi al nuovo coronavirus. La quarantena proseguirà a Yokohama per 14 giorni. Circa trecento persone saranno sottoposte al test nelle prossime ore.

Ludovica Colli

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