Roma, 7 apr — Game over per l’allenatore dei portieri dell’Hertha Berlino Zsolt Petry. Il club calcistico della capitale tedesca gli ha dato il benservito per alcune dichiarazioni un po’ troppo «schierate» contro immigrati, lobby Lgbt e famiglie arcobaleno.

L’allenatore dell’Hertha troppo schierato contro le lobby Lgbt

Petry si era pronunciato contro il «declino morale» che «sta travolgendo l’Europa» e nel farlo aveva bacchettato il portiere della nazionale ungherese Gulacsi, famoso per le sue posizioni a favore di gender, immigrazione e tutta l’insalata globalista. Decisamente troppo per la dirigenza dell’Hertha, che in piena adesione al calvinismo politicamente corretto ormai imperante anche in ambito sportivo — le gesta della nazionale polacca rimangono, purtroppo, un unicum — ha proceduto con il taglio della testa dell’allenatore di origini ungheresi.

Sangue di Enea Ritter

Le frasi incriminate

«L’Europa è un continente cristiano e non mi piace vedere il declino morale che la sta travolgendo», aveva dichiarato l’allenatore al quotidiano ungherese Magyar Nemzet. «I liberali gonfiano le opinioni degli avversari politici. Così, se non ti piace la migrazione, che ha portato tanti criminali in Europa, sei tacciato di essere un razzista. Stessa cosa se ti opponi alle famiglie arcobaleno». Poi si era scagliato contro Gulacsi, portiere dell’Ungheria che ha preso posizione a favore dei diritti Lgbt. «La maggioranza degli ungheresi non è d’accordo con lui sulle famiglie arcobaleno. Non so cosa lo abbia spinto a difendere gli omosessuali, travestiti e persone con altre identità di genere. Al suo posto non l’avrei fatto».

La decisione della squadra

Parole che hanno fatto rizzare i capelli in testa ai dirigenti della squadra berlinese. Fino alla decisione di licenziare in tronco l’allenatore. «La dirigenza dell’Hertha BSC ha deciso, in relazione ad alcune dichiarazioni dell’allenatore dei portieri Zsolt Petry in un’intervista al quotidiano ungherese Magyar Nemzet, sconosciuto al club, di rilasciare con effetto immediato Zsolt Petry». Così si legge nella nota del club diffusa per rendere noto il provvedimento. «L’Hertha BSC ha firmato la carta della diversità e, come associazione, è attivamente impegnata in valori come la diversità e la tolleranza. Valori che non si ritrovano nelle dichiarazioni di Zsolt Petry, che ha reso pubblicamente come nostro dipendente».

Cristina Gauri

1 commento

  1. Rispettare le diversità e la tolleranza non significa far finta di nulla o addirittura essere complici nelle patologie autolesionistiche per secondi fini!

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