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Roma, 6 giu – Dopo tre mesi di buio, Antonella, Paolo e Massimo rivedono finalmente la luce. I tre, senza lavoro e senza un tetto sopra la testa, trascorrevano le notti, dentro una Nissan Micra parcheggiata in via Peroni a Velletri. Ad aiutarli non è stato il Comune di Velletri, al quale gli sventurati si sono rivolti a più riprese, ma un generoso imprenditore locale, Daniele Santini, titolare del ristorante “Paradiso Ricevimenti”. Santini ha offerto a Massimo, Paolo e Antonella non solo una casa e un letto dove dormire ma anche un impiego presso una delle attività ristorative gestite dalla sua famiglia.

«La decisione di intervenire per aiutare Antonella, Paolo e Massimo l’ho presa insieme a mio padre Francesco, mia madre Giuliana mio fratello Claudio e mia moglie Luisa. Da sempre la mia famiglia non si è mai tirata indietro quando si è trattato di poter tendere una mano. L’ho fatto nella speranza che sia di buon esempio per altri ed anche per far riflettere coloro che si lamentano sempre, di quanto siano in realtà fortunati ad avere un lavoro ed una casa», queste le parole del ristoratore veliterno che ha deciso di tendere la mano a tre italiani in un momento di seria difficoltà. Massimo Solinas, 47enne operaio edile originario di Marino, infatti, dopo essere stato licenziato dalla ditta per la quale lavorava, con un divorzio sulle spalle, si è ritrovato a vivere ospite di amici. All’inizio tirava avanti con piccoli lavoretti occasionali, poi neanche più quelli ed è stato l’inizio di un incubo: «Ho chiesto lavoro dovunque ma quando dicevo di avere 47 anni mi chiudevano la porta in faccia».

Paolo Navarra, coetaneo di Massimo, e la sua compagna Antonella, 29enne, invece, sono caduti in miseria una volta giunti a Velletri con la speranza, mai andata in porto, di lavorare come camerieri un bar. L’incontro della coppia con il Solinas si è verificato nel corso del progetto “Emergenza Freddo” del comune di Velletri con cui veniva garantito temporaneamente un riparo alle persone bisognose, durante i mesi più freddi. A inizio aprile, terminato il progetto, per i tre, l’unica alternativa a un materasso o un cartone buttato sul marciapiede per trascorrere la notte, era la macchina di proprietà di Massimo. All’interno dell’abitacolo ha trovato, inoltre, rifugio anche il cagnolino Jerry, di proprietà della coppia.

Uno splendido esempio

Uniti nella malasorte, Massimo, Paolo e Antonella, per tre mesi hanno trascorso le nottate all’interno della Nissan, equipaggiata di teli su parabrezza e finestrini per ripararsi dalla luce del sole e dagli sguardi indiscreti, e le giornate sulle scale del Comune di Velletri per ottenere assistenza e un lavoro. Dicevano: «Questa non è una scelta di vita. Noi siamo finiti in disgrazia perché non troviamo un lavoro; un qualsiasi lavoro per riconquistare dignità. Al momento l’unica nostra speranza è il reddito di cittadinanza. Abbiamo fatto richiesta e il primo sussidio dovrebbe arrivare a metà mese». Fortunatamente, prima del reddito di cittadinanza, è intervenuto in loro soccorso un uomo dal gran cuore. In un momento storico in cui buona parte della politica e delle istituzioni si dimostrano lontani dai bisogni dei cittadini in difficoltà, ben venga l’operato di italiani come Daniele Santini.

Alessandro Boccia

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