Roma, 16 mar – L’inflazione vola a febbraio, come dice l’Istat e come riporta anche l’Ansa di oggi. Era prevedibile. Come è prevedibile che finiremo molto male, se non si corre presto ai ripari.

Inflazione alle stelle: il devastante effetto del caro energia

Caro energia, caro carburanti, caro materie prime. Quando la corda si tira troppo, prima o poi si spezza. E così i dati dell’Istat sull’inflazione di febbraio sono inevitabilmente drammatici: + 5,7%. Un + 4,8% rispetto al mese precedente. Non si tratta di considerazioni tecnicamente economiche, ma logiche. La benzina non interessa solo i trasportatori, ma anche chi paga i trasportatori, quindi anche produttori, commercianti, ed ecco che – prima o poi – si ripercuote sui prezzi di quasi ogni merce disponibile. Stesso dicasi per l’energia e le bollette, luce o gas che siano. Che interessano utenti, negozi, fabbriche, ristoranti, industrie. Tutto quasi raddoppiato. E a quel punto, la salita vertiginosa è l’unica conseguenza tangibile. Per l’ottavo mese consecutivo l’inflazione accelera, a livelli che non si vedevano dal 1995.

Se non si interviene seriamente sarà un disastro

Scostamenti di bilancio, taglio delle accise, ovvero uno dei tabu storici sul prezzo della benzina. E che neanche permetterebbe chissà quale caduta dei prezzi, a fronte degli oltre 40 centesimi a litro di crescita del prezzo del carburante solo nell’ultimo mese e mezzo. Permetterebbe, semmai, di attutire la batosta, di un 15-20 centesimi da come si pubblica e si calcola da settimane pure sulla stampa generalista, grande o piccola che sia (tra cui il Manifesto). D’altronde, in Francia l’intervento del governo ha portato a uno sconto paragonabile, cioè di circa 15 centesimi, e per un tempo di quattro mesi. Briciole. Ma in un contesto così drammatico, perfino la natura temporanea dell’intervento – e quindi perfino le briciole – sarebbe già un inizio. Nella speranza che la bolla, speculativa e relativa alla guerra insieme, prima o poi si sgonfi. Sperando che prima o poi giungano buone notizie da Kiev e da Mosca.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Le buone notizie da Kiev dovrebbero essere suggerite, eventualmente imposte, dalla Ue… hai voglia!

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