Roma, 19 apr – A Shanghai il lockdown per i nuovi casi di variante Omicron dura da settimane, come riportato anche da Dagospia. E le scene drammatiche di reazioni pubbliche rimembrano quelle del passato.

Shanghai, lockdown e una corsa che non finisce più

Inseguire un virus all’infinito è possibile? Se lo chiedeva la virologa Maria Rita Gismondo, insieme ad altri medici non sempre inclini a sposare l’approccio dominante in materia Covid. A quanto pare, la Cina continua a dire al mondo, a mostrare al mondo, quanto esso sia possibile. Che sia anche logico o credibile è però un altro paio di maniche. Le scene di panico e di repressione provenienti dai numerosi video diffusi da Shangai (alcuni pubblicati dalla Bbc) del resto, parlano da sole.

Urla, strepiti, scene da film. E, ovviamente, il sempreverde “contagio zero”. Niente Covid, mai. Su 26 milioni di abitanti che popolano la città. Su oltre un miliardo di cinesi.

Ma è possibile?

Stando ai video, tutto è possibile. Anche che la gente muoia per strada all’improvviso, è sufficiente rappresentarlo. E magari comportarsi con chi va e viene dalla Cina in modo rigorosissimo, chi può dirlo. Che non ne abbiamo la minima idea però non solo è possibile, ma probabile. Precisando sempre che questa parte della riflessione rappresenta esclusivamente l’opinione di chi scrive, e non necessariamente di altri, la follia del Covid si è estrinsecata in questi due anni anche in questo: nell’assurda – a mio modesto avviso – pretesa di “inseguire un virus” e di parlare di “contagi zero”, con l’aggravante pure che vi sia chi ci ha creduto, quando non serve un genio per rendersi conto che basti una persona positiva (una, su milioni, miliardi che popolano il nostro pianeta) per ricominciare un circolo che ovviamente non si è mai interrotto e non si interromperà mai. Nonostante i video – reali o meno che siano, rappresentativi o meno che siano del reale approccio complessivo del governo cinese sulla quesione – ritraenti persone disperate a cui le autorità sanitarie danno la caccia come se fossero degli ordigni nucleari viventi.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Francamente la gestione del sino-virus, non solo in Cina, ha preso la piega fondamentale del controllo, del blocco nella mobilità degli individui. Anche la guerra di ritorsione in Ucraina, se non affrontata correttamente, porterà sostanzialmente ancora a sempre più gravi e irrimediabili limitazioni alle decisioni di mobilità personali… A chi giova questo? Non mi pare vi siano molti dubbi. Si deve spostare solo il “capitale umano” che desiderano lor signori ! Ovvero loro ed i loro “schiavi”. Gli altri stiano al remunerativo, rincoglionente e fottuto mondo “metaverso” digitale…

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