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Roma, 13 apr – Continua l’escalation di proclami e annunci preoccupati di medici, virologi, politici, tutti concordi nel continuare a terrorizzare gli Italiani sulla ipotesi, data come quasi sempre più certa, di un ritorno al lockdown alla luce della presunta impennata della curva dei contagi. Il tutto mentre continuano gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste e senza che gli stessi medici, virologi e politici dedichino la medesima energia nell’indicare anche quella come fonte di contagi, nonostante i verbali del Cts lo avessero chiaramente statuito a partire da aprile.

Oggi è il turno del coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, il quale, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera ha dichiarato «tornare indietro sarebbe una catastrofe, ma è bene sapere che se i contagi continueranno a salire i lockdown locali saranno inevitabili. Noi monitoriamo la situazione e guardiamo i dati. Ci piacerebbe molto far tornare la situazione alla normalità. Ma adesso c’è grande preoccupazione».
Preoccupazione, catastrofe: un quadro fosco tratteggiato con il consueto armamentario lessicale di visioni apocalittiche e con l’immancabile evocazione delle terapie intensive.
«Abbiamo una graduale ascesa dei numeri, ma soprattutto abbiamo anche persone giovani che stanno entrando nelle terapie intensive. Nessuno è invulnerabile. Ricordiamoci che questa è una malattia maledetta. Quando colpisce può fare male».

Curioso poi che Miozzo parli dei contagi di importazione turistica ma taccia sul fenomeno dell’immigrazione. «Il numero di stranieri che vengono in Italia o di italiani che tornano dalle vacanze all’estero è considerevole. Tanto che questa regola vale anche per chi arriva da Romania e Bulgaria. Però bisognerebbe avere regole uguali per tutti». Come se fossero solo i potenziali vacanzieri a portarci la «malattia maledetta», come la chiama Miozzo.

Prosegue poi: «molti Paesi hanno già imposto quarantene. Io credo sia un problema che la Commissione dovrebbe governare meglio, coordinandosi con l’Oms. Suggerire un approccio europeo più coordinato. Ognuno cura il proprio Paese ma viviamo in Europa e le frontiere sono aperte. Questa fuga in avanti di Stati membri e la scarsa capacità di coordinare dovrebbe essere guardata con attenzione». Quindi le frontiere aperte come problema, ma solo se a dover passare sono i vacanzieri. Se invece le frontiere sono aperte per immigranti spesso contagiati, queste misteriosamente smettono di essere un dramma e la malattia non è più maledetta.

Naturalmente, dopo aver evocato le terapie intensive non poteva mancare una reprimenda su quelli che sembrano diventati ormai dei gironi infernali, veri incubatori del coronavirus: le discoteche. «Nell’ambito del Cts abbiamo sempre avvisato che le discoteche riaperte sarebbero state un pericolo. Quando ci hanno chiesto di concedere spazi di divertimento musicale, abbiamo posto come condizione che ci fossero controlli severi. Però dubito sinceramente che si vada a ballare stando a distanza di due metri».

Un accenno infine alla situazione delle scuole, per la quale non c’è ancora alcuna idea concreta ma solo annunci. «Noi dobbiamo garantire il ritorno in sicurezza dei ragazzi a lezione, degli insegnanti, del personale. Rischiamo di vanificare ogni sforzo, questo mi preoccupa e mi fa arrabbiare. Ci rendiamo conto che cosa vuol dire se si dovesse tornare all’insegnamento a distanza? Sarebbe un incubo. E poi ci sarà la ripresa del lavoro, il trasporto pubblico a pieno regime». E così, tra catastrofi, incubi, malattie maledette, prepariamoci a una lunga estate di annunci dai toni apocalittici che sembrano puntare ad ammorbidire l’opinione pubblica preparandola a nuove limitazioni della libertà.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Che sfigati gli italiani… In mano ai servi del padrone… Ma si meritano questo ed altro… Non insorgono… Non dissentono… Fanno gli idioti con la mascherina e pensano di essere cavalieri della salute altrui… Aggrediscono e diffamano… Informano le “guardie” se qualcuno esce dalle loro regole… Ad ogni allerta si mettono mascherina occhiali cappello sciarpa guanti m e poi in ginocchio per le benedizioni del CTS di sto cazzo…

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