Roma, 13 dic – Alexander Lukashenko non molla, e minaccia di tagliare le forniture di gas verso l’Europa occidentale se le sanzioni Ue diverranno ancora più pesanti.

Lukashenko: “Bloccare il transito del gas russo”

Il presidente bielorusso non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi ma, anzi, pare voler accelerare sulla strada della reazione contro l’Ue. In caso di sanzioni più severe contro Minsk da parte dell’Europa, Lukashenko ha ribadito l’intenzione di interrompere il transito del gas dalla Russia: “Se le sanzioni che ci stanno imponendo o ci imporranno in futuro ci metteranno in uno stato di emergenza e non saremo in grado di rispondere in nessun altro modo, ricorreremo a questa misura severa”. La dichiarazione viene resa dall’Agi, ma anche dall’Ansa e dal resto dell’informazione mainstream. In breve, fa il giro del mondo.

La Bielorussia resiste alle pressioni occidentali

È una storia da sempre tesa, quella della Bielorussia di Lukashenko con l’Occidente. Una storia che si è incancrenita negli ultimi due anni e in particolar modo negli ultimi due mesi.

Nel giorno in cui altri centinaia di disperati si riversano sul confine tra Bielorussia e Polonia in un’atmosfera di costante tensione, l’Ue vara nuove sanzioni contro Minsk. Il mese scorso, durante la crisi migratoria che aveva interessato i confini polacchi e bielorussi, l’Alto Rappresentante Ue Josep Borrell aveva annunciato nuove sanzioni contro Minsk: “Siamo determinati a respingere la strumentalizzazione dei migranti per fini politici”, aveva dichiarato Borrell. E così era giunto per la Bielorussia il quinto pacchetto di sanzioni. Misure che colpiscono le compagnie aeree, come la Belavia, che rischia così di perdere 17 aerei su 30 concessi in leasing dall’Irlanda. Già allora Lukashenko aveva risposto con fermezza: “Risponderemo alle sanzioni. Combatteremo. Abbiamo raggiunto il limite. Io non scherzo”.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. La UE costringe strumentalmente la Bielorussia a reagire con il blocco della fornitura di gas, per ottenere vari risultati:
    1) avere un capro espiatorio per l’ncremento dei costi del combustibile;
    2) impoverire gli Stati membri continuando l’opera di erosione della ricchezza delle famiglie costrette a ulteriori spese;
    3) avere un altro alibi per il sostegno di inefficienti tecnologie green che, essendo tali, cioè inefficienti, perpreteranno la decrescita delle attività produttive;
    Insomma, fingendo di colpire la Bielorussia, la UE attacca il suoi veri obiettivi: famiglie e imprese.

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